Allegri esalta Mandzukic e parla del futuro: “ecco cosa conta per la mia permanenza”

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“Avevamo tre partite da vincere, cioe’ Pescara, Empoli e Genoa, e i ragazzi sono stati bravi a riuscirci. Oggi non era semplice perche’ il Genoa aveva fatto una bella partita contro la Lazio, il cambio di allenatore ha portato stimoli nuovi ma i ragazzi si sono comportati bene sia a livello difensivo che offensivo. Non era semplice perche’ ci poteva stare un calo di energia e concentrazione”. Non puo’ che essere soddisfatto Massimiliano Allegri, ai microfoni di Premium Sport, dopo il sonante 4-0 che la sua Juventus ha rifilato al Genoa: i punti in classifica sono 83 a cinque giornate dalla fine.

Stasera i bianconeri sono partiti con un inedito 3-4-3 che diventava 3-4-1-2 con Dybala in posizione piu’ arretrata. Il modulo non e’ questione di dna: se si stesse fermi sulle stesse posizioni sarebbe un… casino giocare a calcio. Stasera Dybala e’ stato bravo a defilarsi dalla fascia e giocare sulla verticale per Higuain. A calcio, del resto, bisogna muoversi e smarcarsi, non si puo’ restare fermi. Scudetto? Ancora no, pero’ alla matematica mancano otto punti. E c’e’ ancora lo scontro diretto (a Roma, ndr). Aspettiamo la matematica. Stasera era obbligatorio vincere: ora pensiamo a recuperare e a preparare la difficile trasferta con l’Atalanta.

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Marchisio? Stasera ha fatto una bella prestazione a livello fisico e tecnico. E’ un giocatore importante che va ritrovato. Quando vieni da un infortunio al crociato ci vuole un po’ di tempo. Puo’ finire la stagione in crescendo”.

L’obiettivo, che Allegri si guarda bene dal pronunciare, si chiama triplete: “Abbiamo entusiasmo ma non dobbiamo esaltarci, dobbiamo fare un passo alla volta perche’ al momento non abbiamo vinto ne’ il campionato ne’ la Champions ne’ la Coppa Italia. Non perdiamo la concentrazione e facciamo una cosa per volta perche’ nell’ultimo mese di campionato le partite possono essere molto strane”.

La mia permanenza qui non dipende dal vincere tutto o dal non vincere alcunche’. Conta avere stimoli nuovi. Con la societa’ i rapporti sono ottimi, c’e’ grande feeling e ci sono tutte le possibilita’ di continuare insieme. In questo momento la proprita’ non e’ il contratto ma vincere i trofei”.

Nella posizione di ala sinistra Mandzukic si sta esaltando: “Non e’ un mio capolavoro. Ad un certo punto della stagione mi e’ sembrato giusto cambiare modulo perche’ la squadra aveva bisogno di aria nuova, ci stavamo trascinando. Mandzukic e’ un giocatore di un’intensita’ spaventosa, ha un motore diverso dagli altri, non so quanti chilometri a partita faccia: e’ veloce, tatticamente intelligente e ha una tecnica straordinaria. Credo che a volte sia sottovalutato. Da centravanti a volte si fa trascinare dalla foga e perde un po’ di ordine. Anche Higuain stasera ha giocato una partita praticamente perfetta a livello tecnico, non ha sbagliato uno stop ne’ un’apertura. E’ mancato solo il gol ma non e’ un problema”.

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“Non cambierei i miei giocatori con nessun altro al mondo – ha continuato a Sky Sport -. Hanno qualita’ tecniche straordinarie. Stasera poi hanno giocato calciatori diversi rispetto all’ultima ma il risultato non e’ cambiato”.

Allegri poi e’ tornato a commentare le critiche di Arrigo Sacchi al suo gioco: “Cos’e’ il bello nel calcio? Quando vedi una squadra che fa la fase difensiva concedendo pochi falli e lavorando molto sulle traiettorie e gli altri non tirano mai in porta, secondo me e’ gia’ un bel vedere. Poi ovviamente c’e’ anche la fase offensiva. Le partite che finiscono 5-4, 6-2 o 4-3 sono belle fino a un certo punto perche’ diventano partite spaccate con tanti errori e gol in campo aperto. Il calcio e’ semplice: quando non hai palla devi difendere, quando ce l’hai devi attaccare e fare gol. Ci sono momenti della stagione, stati di forma che cambiano, partite diverse dentro la stessa partita. A volte tirare la palla in tribuna non e’ vergogna”.

Sul Monaco, avversario in semifinale di Champions: “Fanno molta densita’ e hanno grande velocita’, in campo aperto diventano devastanti. E’ una squadra che fa tanti goal e magari ne concede qualcuno. Juve favorita? Il Real sarebbe stato peggio, certo, anche per la storia. Ma abbiamo l’andata in trasferta e dobbiamo fare subito gol. Sara’ una partita complicata”. (ITALPRESS).