Allegri e quell’ambiente ostile: una buona Champions League per placare gli animi

E’ di quelle più che bollenti, la patata che si è trovato, ben lieto probabilmente di farlo, Massimiliano Allegri. Parliamoci chiaro, qualunque allenatore fosse arrivato dopo Antonio Conte alla guida della Juventus, avrebbe dovuto fare i conti con i proseliti fatti da quest’ultimo, a suon di vittorie e non solo. Conte è uno di quegli allenatori capaci di far leva su squadra e tifosi anche con il suo carattere, da leader, da vincente, da chi è ossessionato dalla voglia di collezionare successi. Prendere il posto di un elemento simile, significa accettare una sfida di quelle difficili da volgere a proprio favore. Il rischio, sempre alto, è quello di trovare uno spogliatoio disposto a perdonarti ben poco e scarsamente incline a vederti di buon occhio. Per non dire dei tifosi, che oggi hanno riservato cori di esaltazione per Conte e parole al vetriolo per il neo allenatore. Cosa dovrà fare, dunque, Allegri, per poter portare dalla sua parte i sostenitori bianconeri? Come minimo vincere il campionato, cosa da non dare più per scontata come un tempo. Perchè l’arrivo di un nuovo tecnico porta con sè, inevitabilmente, dei cambiamenti da non sottovalutare, sia dal punto di vista ambientale che tattico. Ma la vera chiave del successo per fare breccia nel cuore del popolo bianconero, sarà quella di disputare una buona Champions League, il che equivarrebbe ad arrivare, come minimo, a giocarsi i quarti di finale. La pressione è altissima, la temperatura altrettanto: ad Allegri non possiamo che augurare buona fortuna.