Oggi Carlo Ancelotti parlerà in conferenza stampa alla vigilia del debutto in Champions League con il suo Bayern Monaco, ma prima il tecnico di Reggiolo è intervenuto ai microfoni di ‘Radio Anch’io’ partendo dal discorso Nazionale:
“Un giorno sarà c.t? Chi lo sa…Mi diverte tantissimo il quotidiano con la squadra, è il mio desiderio più grande lavorare ogni giorno con i giocatori. Lavorare tre giorni al mese con una squadra non mi alletta, ma magari invecchiando…”.
Se invece arrivasse una chiamata da un club italiano potrebbe accettare: “Certo, ma ultimamente mi sono autoescluso da qualche club, per questioni di storia…”, ribatte Ancelotti che nei giorni scorsi aveva detto che non avrebbe mai allenato, per esempio, Inter e Lazio, per rispetto nei confronti di Milan e Roma.
Difficilmente però lo vedremo in Cina: “Non credo, mi trovo bene in Europa – replica -. Credo che i cinesi stanno comprando un po’ dappertutto, non solo le squadre italiane. Da un punto di vista tecnico è un campionato ancora molto indietro, non è solo un problema di allenatori ma di organizzazione della Federazione. Mi piace l’Europa, preferisco l’Europa”.
Ancelotti parla poi del Milan ‘cinese’: “è la fine di un ciclo, il ciclo del grande presidente Berlusconi. C’è la tendenza a dimenticare cosa Berlusconi ha fatto nel calcio, nel Milan in particolare, rimane un ciclo irripetibile, non solo per il Milan – sottolinea l’attuale tecnico del Bayern Monaco, a lungo in rossonero da giocatore e da allenatore -. C’è una nuova proprietà, speriamo e mi auguro che abbiano la conoscenza, la voglia e l’entusiasmo per riportare il Milan ad alti livelli. E per riportare il Milan ad alti livelli e l’aspetto economico è di primaria importanza”.
Su Totti: “A me hanno insegnato una cosa: non devono essere gli altri a dirti di smettere, ma devi decidere tu. È stato così per Maldini, sarà così per Francesco: ha voglia di giocare e sta bene, è determinante, sarà lui a decidere il giorno in cui farà altro. Sono belle scene per il calcio vedere come giocatori di questo livello siano ancora attaccati, Totti e Maldini hanno sempre giocato nella stessa squadra e hanno un attaccamento alla maglia diverso dagli altri. Francesco può ancora giocare e non mi ha sorpreso sentire Spalletti dire che si sta allenando meglio rispetto al passato. Anche Pruzzo era così: certi giocatori sono talmente intelligenti e bravi, conoscono bene il loro fisico e si allenano in maniera adeguata. Non puoi giocare a 40 anni se non sei serio”.
Il tecnico dei bavaresi elogia anche la Juventus: “La Juventus sarà protagonista sicuramente fino alla fine in Champions League. Poi, dopo, il risultato finale è determinato da piccolissimi dettagli. Due anni fa è arrivata in finale, l’anno scorso è uscita agli ottavi con il Bayern. Se protagonista vuol dire vincere non lo so, ma competitiva lo sarà. Higuain? Dà gol. È nato per fare gol, li ha sempre fatti, ovunque, e li farà anche alla Juventus. Se hai un giocatore da 30 gol a stagione è un aspetto importante, ti dà meno incertezze”.
Il discorso si sposta poi sul Bayern: “Il Bayern è una grande società con un’ottima organizzazione, è guidato da ex giocatori e questa è un po’ la differenza. Il fatto che il presidente Rummenigge conosca l’ambiente dentro lo spogliatoio è un vantaggio: diciamo che il Bayern è una società a conduzione familiare, dove si respira una bella aria, un bell’ambiente. È questo lo stile che utilizza questa società, le persone che lavorano qui lo fanno da tempo. C’è umiltà. È un po’ l’ambiente che si respirava al Milan”.