Ancelotti furioso: “dicono che non ho la personalità per allenare il Real”

Carlo Ancelotti racconta il “suo” Real Madrid in una lunga intervista a ‘Radio Cope’. Il tecnico italiano fa un bilancio della sua avventura, parla dei suoi campioni, del rapporto con Casillas e Florentino Perez, risponde ai critici e conferma di aver dato qualche consiglio al Milan in sede di mercato cosi’ come aveva rivelato il presidente Berlusconi. “Mi hanno chiesto informazioni sulla professionalita’ di Menez, Diego Lopez e Alex, del resto io ho un ottimo rapporto con il presidente e con Galliani”. Anche con Florentino Perez “rapporti buoni, diretti, non mi fa paura e mi chiama Carlo. Ho avuto la fortuna di avere presidenti intelligenti che oltre a essere grandi appassionati di calcio hanno l’intelligenza di capire che non si chiede a un allenatore di mettere questo o quel giocatore. Se un presidente lo fa con me e’ possibile che io me ne vada”. E invece Ancelotti non ne ha nessuna intenzione. “Qui sono molto felice, da un anno e mezzo sono al Real e mi trovo bene con tutti. Mi piacerebbe rinnovare, ma per farlo bisogna essere in due. Ho una grande squadra, sono in un grande club, e’ difficile trovare di meglio”. Ancelotti assicura di non aver mai temuto per l’esonero: “non mi infastidice che se ne parli, del resto ho sentito che il Real Madrid ha vinto la Champions League nonostante Ancelotti, un allenatore che non ha la personalita’ giusta per tenere in pugno la squadra, mi fa ridere molto tutto questo, ho vinto la ‘decima’, tutte le coppe sono importanti, ma la decima Coppa dei Campioni per un club come il Real e’ speciale”. “Se ne parlava da anni, c’era molta pressione, siamo riusciti a vincerla e questo trionfo ha avuto un sapore davvero particolare – ha aggiunto Ancelotti -. Restera’ nella storia e nel mio cuore resteranno le emozioni della festa al ‘Cibeles’. Il trionfo dello scorso anno e’ anche la migliore motivazione per vincere l’11esima”. Quest’anno l’inizio della Liga e’ stato “un po’ complicato, abbiamo vauto problemi nel pre-campionato, ma adesso stiamo bene”. In questo Real non c’e’ piu’ Di Maria. “Ha chiesto tanti soldi e non si puo’ cambiare la politica di un club per un giocatore, e’ andato a guadagnare di piu’ altrove. Per Xabi Alonso le cose sono diverse, ha chiesto di andar via, abbiamo rapporti con lui e lo abbiamo lasciato partire anche perche’ abbiamo Kroos e James, ma Xabi non ci ha tradito. Anche Diego Lopez e’ voluto andar via”. E’ rimasto Cristiano Ronaldo. “Lui il migliore di tutti i tempi? Difficile dirlo, lo e’ adesso, ma e’ impossibile fare paragoni con altre epoche con Pele’ o Maradona. Con lui si parte sempre dall’1-0, e’ un grande professionista e sono felice che dica sempre che ha un ottimo rapporto con me. Credo sia il migliore che abbia mai allenato, anche se ho lavorato con Zidane e Ibrahimovic… Ibra mi ha sorpreso, e’ molto facile da gestire, non so se anche Guardiola la pensa cosi’, ma per me e’ un vincente ed e’ stato molto importante al Psg, mi ha aiutato a far cambiare mentalita’ alla squadra”. Casillas e’ tornato titolare, ma le sue prestazioni non sempre convincono e l’errore in nazionale e’ stato grave. “Casillas gioca perche’ lo merita e da’ tutto per il Real. In Nazionale ha commesso un errore, ma io punto molto su di lui. Ha vissuto momenti molto difficili, ma e’ forte e ha grande personalita’ e i suoi errori si possono contare sulle dita di una mano”. Ancelotti assicura che James Rodriguez “vale gli 80 milioni di euro chiesti” e poi parla di Messi. “Applaudire un fenomeno come lui e’ normale, e’ un grande giocatore e sta per arrivare a un grande record”, dice il tecnico italiano riferendosi al fatto che l’argentino sta per diventare il miglior marcatore di sempre nel campionato spagnolo. Per quanto riguarda la lotta al titolo, secondo Ancelotti tra Barcellona e Atletico bisognera’ fare maggiore attenzione al “Barça, perche’ ha piu’ motivazioni, l’anno scorso ha avuto una stagione difficile e in questa stagione li vedo molto motivati. L’Atletico, pero’, e’ la solita squadra che lottera’ fino alla fine”. Ancelotti risponde con un “perche’ no” alla domanda se un giorno allenerebbe la Nazionale, poi mette sullo stesso piano “stampa spagnola e italiana in quanto a critica calcistica. Quella francese non e’ molto interessata al calcio, quella inglese quasi per nulla”.