Dalle stelle alle stalle: titolo banale ma che bene potrebbe riassumere quella che è stata la scorsa stagione di qualche calciatore. Anzi, in alcuni casi sarebbe anche il caso di estendere un po’ il margine temporale, andando oltre la singola annata. Ecco perché il campionato che sta per cominciare è, per qualcuno, occasione di riscatto dopo un lungo periodo di fatiche e stenti, dovuti a vari motivi, più o meno gravi. Anno nuovo, vita nuova: questo l’auspicio dei diretti interessati, speranzosi di leggere sui giornali titoli da libri cuore che possano riguardarli, nel futuro più o meno prossimo.
Su tutti Giuseppe Rossi, cui andrebbe il premio Oscar per la sfortuna se solo esistesse. Approdato alla Fiorentina nel gennaio del 2013, ha trascorso molto più tempo in infermeria che sul campo da gioco: arrivato rotto e con un ginocchio da rimettere in sesto, ha fatto in tempo a tornare per il finale di stagione. L’annata seguente sembrava tutto a posto, fino al nuovo, grave, infortunio al ginocchio. Altro giro, altro calvario: ennesima operazione al martoriato arto più problemi muscolari assortiti. Non gioca una partita ufficiale da più di un anno, le speranze viola sono riposte in lui: se la sfortuna smetterà di prenderlo di mira, ne beneficerà l’intero movimento calcistico italiano. La classe c’è, la carica agonistica pure: non rimane che attendere.
Altro ragazzo poco fortunato è stato Leandro Castan. Protagonista due anni fa di un campionato di altissimo profilo, ha saltato l’intera annata passata per un cavernoma al cervello. Adesso sta bene ed è pronto a trascinare la difesa della Roma, che della sua assenza ha sofferto moltissimo. Rimaniamo in ambito giallorosso e puntiamo i fari su Juan Manuel Iturbe: un anno fa di questi tempi, il suo acquistò indusse in molti ad incoronare Walter Sabatini re del mercato: 25 milioni di euro per colui che, nel 2013/2014, era stato uno dei talenti più fulgidi della Serie A. Pochi mesi dopo gli si ritorse tutto contro, con il giovane argentino che ha dimostrato poco e nulla, eccezion fatta che per quel lampo con cui ha tinto di giallorosso il derby capitolino di fine stagione. Il ragazzo ha tutto per rifarsi, purché metta da parte ansie da prestazione e si scordi del cartellino con su scritto il suo prezzo.
Ultimo treno, forse, per Giampaolo Pazzini, centravanti vecchio stampo che per due anni ha vivacchiato negli ambienti milanisti, quasi mai vedendosi riconoscere una chance che, sicuramente, avrebbe meritato più di altri. Il ragazzo è forte, la sua storia è degna di ‘Sliding doors’, nei momenti decisivi si ha il dubbio che abbia scelto le squadre sbagliate. Peccato, perchè avrebbe meritato ben altri successi. Verona, sponda Hellas, ha già restituito al miglior splendore un certo Luca Toni. Se Mandorlini saprà far coesistere entrambi, il ‘Pazzo’ potrebbe tornare a gonfiare le reti come ai bei tempi sampdoriani. Un altro che ha urgente bisogno delle cure scaligere è il cavallo di ritorno Romulo: partito per la Juventus con intenti trionfalistici, ha visto il campo con il binocolo, anche e soprattutto per via di troppi infortuni. Chance andata, la città di Romeo e Giulietta può essergli da giusta dimensione.
Qualche altro appunto sparso qua e là: Simone Pepe, che non ha ancora una squadra, è uno di quelli cui auguriamo di poter tornare a tempo pieno un calciatore, dopo le stagioni bianconere vissute più che altro, suo malgrado, da uomo spogliatoio. Radiomercato lo dà oggi vicino al Chievo, sarebbe scelta buona e giusta. Philippe Mexes, dopo essere stato ad un passo dalla rottura, può ritrovare nuova linfa nelle motivazioni impartitegli da Mihajlovic, pronto a farne leader della retroguardia rossonera. Del resto, il francese negli anni è stato fregato più che altro dai suoi eccessi caratteriali, visto che le qualità sono di quelle importanti. Occhio anche a Lorenzo Insigne. Con Rafa Benitez non è mai scattata la scintilla, Sarri sta cercando di reinventarlo trequartista: è l’ultima occasione per smentire quel detto che sostiene che nessuno sia profeta in patria. Da menzionare, infine, Andrea Ranocchia e Kwadwo Asamoah: il primo per la prima volta partirà nel ruolo di riserva, privato di troppe responsabilità potrebbe gradualmente tornare sui livelli di Bari; il secondo è pronto all’ennesima nuova vita: da mezzala a esterno di centrocampo, fino a diventare terzino sinistro. Chi vivrà, vedrà.
