La storia di Antonio Genovese, dopo l’incidente diventa allenatore

La storia di Antonio Genovese. Calciatore prima, allenatore dopo. In mezzo un incidente che a un mese dal suo 14esimo compleanno lo costringe su una sedia a rotelle. “Di lì a poco avrei dovuto scegliere se firmare un contratto per il Milan o l’Inter, invece è cambiato tutto”. Antonio Genovese, il primo allenatore professionista disabile con patentino Uefa A, che questa mattina nella sede di Roma del Comitato italiano paralimpico ha presentato ‘L’allenatore in carrozzina’, il libro scritto dall’autore Artemio Scardicchio che racchiude gli anni della sua nuova vita. Seduto sì, ma in panchina. Anche quando tutti, anche “all’interno della Federazione, dicevano di no”. E invece oggi Antonio è vice-allenatore e responsabile della tattica dell’Empoli Ladies, opinionista tv con un passato da osservatore di Inter e Seattle. Ed e’ proprio grazie ai nerazzurri che si apre una porta. “Nel 1995 incontrai l’allora presidente Massimo Moratti. Dopo aver chiacchierato un po’ con lui, mi disse di chiamarlo perché mi avrebbe trovato un posto. E ho cominciato a lavorare con il settore giovanile dell’Inter, per 10 stagioni”. Prima del passaggio al calcio femminile, con la promozione in Serie A dell’Empoli: “Le donne possono insegnare davvero molta tattica”. “Dopo l’incidente dovevo scegliere se diventare un vegetale o vivere. Io ho deciso di vivere, di ritornare a vivere una nuova vita”. Ecco perché Pancalli lo definisce “un esempio”. Per il presidente del Coni, Giovanni Malagò, anche lui alla presentazione del libro, “oggi raccontiamo la storia di un disabile allenatore professionista. Che non dovrebbe essere un fatto eccezionale ma se nel 2019 si scopre che è il primo, forse c’è qualcosa che non quadra”.

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