Arbitri, Valeri: “Favorevole all’uso della tecnologia sul ‘gol non gol'”

Il direttore di gara lo ha detto a margine del Premio "Andrea Pesciarelli"

“La figura dell’arbitro oggi e’ diversa rispetto a vent’anni fa”. Parola di Paolo Valeri, tra i piu’ apprezzati direttori di gara italiani, che ha ricevuto questa mattina, alla Regione Lazio, il Premio ‘Andrea Pesciarelli’ nell’ambito della seconda edizione del Premio Coni Lazio. “L’arbitro, in campo, predilige ora un rapporto piu’ schietto con calciatori e collaboratori, spiegando anche la sua decisione – sottolinea il 36enne fischietto romano, designato nel 2014 per la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina e per la Supercoppa Italiana disputatasi in Qatar tra Juventus e Napoli – Cosa che prima era piu’ difficile, anche per la personalita’ di alcuni arbitri… Non che oggi non vi siano arbitri di personalita’, ma il calcio e’ diventato piu’ televisivo e bisogna prendere la decisione corretta: mi piace parlare e spiegare, sempre pero’ nel rispetto dei ruoli”. Valeri, che ha debuttato in Serie A il 23 ottobre 2007 dirigendo Empoli-Udinese, e’ internazionale dal 2011 e non nasconde le sue ‘simpatie’ per la tecnologia: “Sono decisamente favorevole. La gente comune mi ferma e mi chiede come sia possibile che un arbitro non veda un pallone entrato in rete di dieci-quindici centimentri. L’occhio umano vede meno di una macchina, ben venga cosi’ la tecnologia sul ‘gol non gol’: non vediamo l’ora che ci sia”. Valeri ha poi ricordato la possibilita’ che ha un arbitro di interrompere una partita “qualora ci venga segnalata l’esposizione di striscioni offensivi”, rimarcando infine i tanti episodi di violenza che hanno ad oggetto gli arbitri dei campionati giovanili: “A volte c’e’ un serio rischio di incolumita’ fisica, bisognerebbe fermarsi soprattutto per questo”.