Dismesso senza motivo, ora l’arbitro Gavillucci parla: “Vi racconto com’è andata”

Dismesso via sms, così, all’improvviso. Una beffa, per l’ex arbitro Claudio Gavillucci, mentre era in viaggio di nozze: “Ciao Claudio, ho fatto l’ultimo tentativo che non ha dato esito positivi“, il messaggio che ricevette da Rizzoli.

Lui, specie dopo i fatti di Sampdoria-Napoli (sospese la gara per cori razzisti), iniziò a capire qualcosa, come racconta nelle pagine odierne del Corriere dello Sport: “Non posso credere alle ‘motivate scelte tecniche’ con cui sono stato dismesso“. E ha iniziato la sua battaglia personale anche “affinché non succedesse più a nessuno dei miei colleghi. Ho parlato anche con Nicchi, la sua risposta è stata tremenda: ‘L’arbitraggio va preso come un hobby, ora ne troverai altri’. Un hobby? Dopo tutti i sacrifici fatti? Ricordo gli inizi, quando i miei colleghi di Università il sabato sera andavano in discoteca a Riccione e io a letto presto perché dovevo arbitrare. O le rinuncie familiari alle gite fuori porta la domenica. Fino alla Serie C prendevo 150 euro, quando fui promosso in B dovetti lasciare uno stipendio buono e sicuro per un sogno in quanto le due cose erano incompaibili. La proporzione fra un arbitro al top che ha grandissime responsabilità e un calciatore medio, a livello di salario, è imbarazzante. L’arbitro è precario, è l’unica categoria nel calcio ad avere una sorta di Co.Co.Co rispetto a tutti gli altri, che possiedono un regolare contratto di lavoro nazionale con tutte le garanzie previste“.

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