Arcuri: “L’App non sarà obbligatoria, ma senza di essa l’alternativa è continuare a stare chiusi a casa”

Il commissario Domenico Arcuri è intervenuto durante la conferenza stampa della Protezione Civile per dire la sua sulla Fase 2

L’App non sarà obbligatoria, ma senza questa soluzione l’alternativa rimarrebbe il lockdown. Questo, in sostanza, il pensiero del commissario Domenico Arcuri in conferenza stampa alla Protezione Civile.

“Il contact tracing è una modalità per garantire che in qualche modo vengano conosciuti e tracciati i contatti che le persone hanno – ha detto – molto importante se qualcuno si contagia. Possono essere usati per contenere la diffusione del virus. In tutto il mondo alleggerire il contenimento significa essere in grado di mappare tempestivamente i contatti delle persone; l’alternativa sarebbe non alleggerire le misure, privandoci di quote importanti della nostra libertà come in queste settimane è accaduto. La privacy e la riservatezza dei dati è un diritto inalienabile ed irrinunciabile. Ho letto che noi avremo in testa di rendere obbligatoria la App per i cittadini, questa è una farsa. La app sarà e resterà volontaria”.

Fase 2? Non bisogna prendere alcuna decisione frettolosa, dobbiamo essere ancora più consapevoli e responsabili. Non dobbiamo abbandonare né la cautela né la prudenza. Il virus è ancora tra noi. Abbiamo imparato a contenerlo e i nostri concittadini hanno imparato ad attrezzarsi e a fronteggiarlo, a costo di una sostanziale privazione delle libertà e proprio per questo dobbiamo sapere che non è stato sconfitto né allontanato. Noi abbiamo fatto più tamponi di tutti. Su ogni 100mila abitanti la Francia ha fatto 510 tamponi, la Gran Bretagna 710, la Spagna 1.990, la Germania 2.063 e l’Italia 2.244″.

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