Aronica a tutto campo su Palermo, Napoli e Crotone: poi svela un retroscena su Dybala

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Aronica a tutto campo – Si tratta di un difensore non in possesso di grandi doti dal punto di vista tecnico, ma comunque efficace e dal sicuro rendimento, come testimonia il fatto che abbia calcato anche il grande palcoscenico della Champions League. Stiamo parlando di Salvatore Aronica, che nella giornata di ieri ha rilasciato alcune dichiarazioni molto interessanti ai microfoni di ‘ITASportPress.it’. L’ex difensore si è soffermato sulla stagione di tre squadre in cui ha militato da giocatore, ovvero Palermo, Napoli e Crotone: Fin dal 2013, quando arrivai io dal Napoli, si vedeva che Zamparini investiva poco, evidentemente gli è venuta a mancare la voglia di portare avanti il progetto. Spendendo

LaPresse/Spada
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meno e cambiando tanto tra dirigenti e allenatori il tracollo era scontato. Napoli? Il gap con la Juventus non si è ancora ridotto, ma credo che l’anno prossimo la società allestirà una squadra competitiva per provare a vincere lo scudetto. Per questo finale di stagione penso che gli azzurri alla fine la spunteranno per il secondo posto: il morale è alle stelle e il calendario è più agevole rispetto a quello della Roma. Crotone? Penso che alla fine sarà retrocessione. E’ complicato recuperare quattro punti in altrettante partite, ma mi auguro che ce la possano fare, anche perché sono molto legato alla famiglia Vrenna. A onor del vero, l’Empoli ha meritato di più in virtù del campionato che ha fatto”.

Dybala (Foto LaPresse/ALfredo Falcone)
Dybala (Foto LaPresse/ALfredo Falcone)

Aronica a tutto campo – Infine Aronica parla dei tanti giovani che ha visto crescere sotto i suoi occhi, e che adesso occupano un posto di primo piano nel calcio italiano e non solo, come Paulo Dybala: “Ho avuto la fortuna di assistere alla crescita di giocatori come Insigne, Belotti e Dybala, tutti giocatori che si sono affacciati al panorama internazionale in maniera esponenziale. Paulo a Palermo era un ragazzo tanto timido quanto gracile fisicamente, adesso invece è cresciuto molto. Ai tempi già si vedevano i suoi valori, era sgusciante e spesso in allenamento cercavo di fermarlo con le cattive: era il mio modo per fargli capire e abituarlo al mondo del calcio che lo aspettava”.