Si è chiusa così, a cinque giornate dal termine, l’avventura del Parma in Serie A in questa disastrata stagione. L’avvento della matematica certezza era dietro l’angolo e si e’ presentato ieri sera, all’Olimpico di Roma, dopo il ko per 4-0 in casa della Lazio. Ma La B era ormai una certezza gia’ dalla scorsa giornata, con i crociati che erano riusciti a battere il Palermo, e forse per piu’ di qualcuno era addirittura scontata gia’ da qualche mese, anche se la vittoria contro la Juventus e una serie di risultati utili consecutivi, avevano acceso qualche timido lumicino di speranza in una tifoseria che in un solo anno ha toccato il cielo con un dito, dall’accesso all’Europa League dello scorso maggio all’inferno del 2015.
Una stagione, quella dei crociati, che ha visto succedersi ben sei presidenti: Ghirardi, Doca, Giordano junior, Giordano senior, Kodra e Manenti, fino all’avvento dei curatori fallimentari che ora stanno tentando il disperato salvataggio di una societa’ che, per assurdo, spera davvero di poter disputare il prossimo campionato di Serie B. Che il finale potesse essere tragico lo si era gia’ capito dai primi risultati, con il Parma che, gia’ ultimo in classifica, si ritrovo’ a raccogliere dalla rete della propria porta ben sette palloni allo Juventus Stadium.
Quel 7-0 fu solo il preludio al caos societario che porto’ Ghirardi a non pagare le prime sei mensilita’ dovute a giocatori e dipendenti, per poi vendere la societa’ alla Dastraso Holding, che non porto’ alcun buon risultato sul campo e anzi termino’ la propria corsa cedendo il pacchetto azionario alla Mapi Group di Giampietro Manenti. Sul campo pero’ i risultati continuavano a non arrivare, come del resto i soldi sempre promessi dai vari protagonisti che pero’ sui conti correnti di staff, squadra e dipendenti non si sono mai visti.
E mentre gli stipendi non arrivavano, piovevano pero’ punti di penalizzazione (sette), senza i quali probabilmente si sarebbe assistito ad un finale di campionato diverso. Il fallimento della societa’, il 19 marzo scorso, preceduto di un giorno dall’arresto di Manenti, ha infatti per assurdo regalato serenita’ ad una squadra che sul campo ha ritrovato risultati e gioco. I punti sono pero’ arrivati troppo tardi, i debiti restano tanti e il lavoro e’ difficile e forse impossibile. Il Parma saluta dunque la Serie A e si prepara ad un mese, quello di maggio, nel quale giochera’ la partita piu’ importante alla ricerca di un acquirente che possa salvare il club dal baratro della Serie D. Per questo i tifosi oggi sono concentrati verso quel fischio d’inizio, leggasi asta fallimentare, che segnerà l’avvio della gara piu’ importante, da vincere a tutti costi. Sperando che quello al Parma non sia un addio, ma un semplice arrivederci ‘A’ presto.