Assurdo Agnelli: “discriminazione territoriale? Non va punita, fa parte della nostra cultura”

Il presidente Agnelli parla di un tema attuale del nostro calcio

Il presidente della Juventus Campione d’Italia Andrea Agnelli ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti i cori di discriminazione territoriale presenti negli stadi, spiegando che non dovrebbero essere puniti. “Il razzismo è da debellare, non ha senso di esistere, ma per eliminarlo dagli stadi bisogna essere severi. Mi dà fastidio che molte delle sanzioni applicate siano legate alla discriminazione territoriale che punisce a mo’ di razzismo il campanilismo, che invece fa parte della nostra cultura e non è razzismo. Vanno colpiti i buu, gli altri cori sono nostre peculiarità”.

Queste parole ci sembrano alquanto strane. Un’usanza della nostra cultura non è necessariamente giusta e, se opportuno, può essere soggetta a modifiche. Indipendemente dal fatto che sia o non sia razzismo, pare assurdo dire che non bisogna condannare frasi come “Vesuvio lavali col fuoco”, tanto per dirne una. L’insulto non può essere semplicemente definito come un’usanza ed accettato in quanto tale.