Ausilio shock, attacca società e squadra, poi ammette: “cerchiamo uno alla Conte…”

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Nel pomeriggio di ieri, il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, è intervenuto al Corso di perfezionamento in Diritto Sportivo e Giustizia Sportiva, presso l’Università degli Studi di Milano. Il ds nerazzurro si è lasciato andare ad uno sfogo clamoroso che ha coinvolto società, squadra e proprietà. Ecco le sue dichiarazioni riportate da ‘Calciomercato.com’:

“Non può esserci un progetto se non c’è una continuità di dirigenza e di proprietà. Siamo al terzo anno e stiamo ripartendo con un nuovo progetto. Abbiamo abbandonato il concetto di una proprietà stupenda, come è stata quella di Moratti, che però era prettamente a gestione familiare, con una logica ben precisa. Ha sempre vinto seguendo un percorso di passione, non di business: Moratti non ha guadagnato un euro dall’Inter. È stato molto felice di essere riuscito ad emulare le gesta di suo padre”. 

“Ogni giorno trovate sui giornali giocatori che prenderemo e soldi che spenderemo, ma la verità è che dobbiamo rispettare il tetto salariale. Il nostro fatturato è tra i 200 e i 230 milioni di euro, mentre quello della Juve, che partecipa regolarmente alla Champions League, è di 400 milioni. Ci sono quasi 200 milioni di differenza tra l’Inter e la Juve. Dopo la retrocessione hanno lavorato seguendo un idea di business, hanno investito nel settore giovanile, hanno avuto una grande visione dal punto di vista manageriale. Hanno costruito il proprio stadio e gradualmente alzato gli stipendi, hanno lavorato sullo sviluppo commerciale e poi, dal momento in cui vinci e partecipi alla Champions, puoi partire da +50 milioni di euro. Loro riescono a fare questo con continuità ed è per questo che c’è grande differenza con le altre. E’ una forbice che può ancora allargarsi e si fa fatica a recuperare, perché non si recupera con il calciomercato. Non si recupera prendendo i migliori calciatori, perché poi i migliori calciatori vanno dove ci sono più soldi, dove possono giocare la Champions. Perché vogliono vincere. Questo non significa che ci rinunciamo, dobbiamo sviluppare un discorso, rischiare qualcosa, e quando rischi a volte va bene e volte va male. Bisogna rischiare anche prendendo calciatori giovani. Gabigol? No quello è qualcosa di diverso, ma non posso spiegarlo (ride, ndr)”.

Ausilio (LaPresse/Alfredo Falcone)
Ausilio (LaPresse/Alfredo Falcone)

“Oggi non è possibile pensare che nel calciomercato si possano spendere 200 o 300 milioni di euro. E non perché non lo si voglia, ma perché è impossibile. Noi oggi abbiamo una proprietà forte, solida. La nuova proprietà cinese potrebbe tranquillamente comprare i giocatori più famosi tipo Cristiano Ronaldo, ma la verità è che non possiamo farlo perché c’è quel famoso Financial Fair Play, che tiene conto dello sviluppo del club, che a sua volta deve avere una struttura che gli permette di arrivare a giocatori di una certa importanza. È un percorso che richiede tempo, idee, management. Bisogna fare meno errori possibili, sicuramente meno di quelli che abbiamo fatto quest’anno, dove ce ne sono stati tantissimi”.

Ausilio è un fiume in piena: “Abbiamo iniziato con il grande entusiasmo della nuova proprietà, c’era un allenatore che aveva iniziato la preparazione (Mancini, ndr) e poi a una settimana dall’inizio della stagione, per mille motivi, si decide di mandarlo via o se ne è andato lui. E così siamo andati su un allenatore che non conosceva il calcio italiano (de Boer, ndr). Ma in quel caso anche chi non ha immaginazione poteva capire che non è un modo di cominciare la stagione, perché si parte male, in ritardo rispetto agli altri. Devi cominciare da capo con la preparazione, con la conoscenza dei calciatori e devi anche riprendere il concetto di squadra, dato che chi c’era prima preferiva un modulo diverso, o si fidava di alcuni calciatori invece che di altri”.

“Nel calcio è come nelle aziende, se non programmi bene, puoi andare incontro a una stagione negativa. L’Inter quest’anno ha programmato male, abbiamo cambiato 4 allenatori, arriveremo settimi o ottavi. Eppure la rosa dell’Inter è una rosa di buoni calciatori. Chi oggi dice che la rosa è scarsa, prima diceva che l’Inter era la vera antagonista della Juve. Lo ha detto Allegri, ma anche Sarri e Spalletti. Ma se non si programma in un certo modo, tutto poi diventa relativo”.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Noi come società dobbiamo anche essere più forti a livello di comunicazione. Quando dovevamo affrontare la Juventus a Torino, c’è stato un giornale che ha aperto con Conte all’Inter. Abbiamo perso la partita e per tutta la settimana si è parlato dell’allenatore che sarebbe venuto al posto di Pioli. È in quei momenti che devi dare sostegno all’allenatore. Oggi il calcio è soprattutto comunicazione, inutile stare qui a raccontarcela. Poi ci sono tv che trasmettono per 24 ore e devono per forza ogni giorno dire qualcosa. Tolta la Spagna, non esistono paesi in Europa dove ci sono tre giornali che tutti i giorni devono parlare di calcio e parlare di calcio significa parlare di mercato. Quindi ogni giorno devono inventarsi qualcosa sui calciatori o sugli allenatori. Qualcuno va e qualcuno viene”.

“Ad Appiano non c’è gente che non si allena. Si allenano e anche bene. Siamo lì tutti i giorni. Manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani. Non ci sono cattivi ragazzi, arrivano al mattino, fanno colazione insieme e si allenano bene, si fermano a pranzo. Fai anche fatica a trovare cose negative, ma sicuramente hanno i loro difetti. Non sono un gruppo solidale tra loro, ci sono  tanti gruppetti e tanta gente che pensa a se stessa. Ognuno non fa più del suo, non c’è grande personalità e forza d’animo”.

Infine Ausilio spiega che si sta cercando un tecnico alla Conte: “Bisogna confrontarsi con situazioni contrattuali e di mercato. Stiamo pensando ad allenatori con quelle caratteristiche, però poi vai a vedere e tutti i top sono al Chelsea, al Tottenham, all’Atletico Madrid, alla Juve, ecc. Bisogna raffrontarsi anche a questo tipo di situazioni”.