Tra le opere d’arte dipinte da Roger Federer nell’ultimo ventennio c’è anche il tanto agognato e inseguito 18esimo, storico Grande Slam. A 35 anni suonati lo svizzero torna in campo dopo un calvario che lo ha tenuto lontano dai campi per mesi, batte Rafael Nadal 6-4, 3-6, 6-1, 3-6, 6-3 in una storica finale durata 5 combattuti set e si aggiudica gli Australian Open 2017.
Un risultato incredibile, maturato in maniera altrettanto incredibile: con Nadal in vantaggio di un break nel quinto set (3-1) e con lo svizzero che lentamente stava perdendo anche la precisione eccezionale della sua prima di servizio e con tante – troppe, come al solito – palle break non convertite, King Roger rialza la testa, parla a se stesso e infila 5 games consecutivi: il primo Championship point gli scappa per colpa di una valutazione errata del giudice di linea, poi non serve a nulla il falco chiesto dal maiorchino: è IN, è vittoria. Lacrime.
Roger Federer si porta a casa uno storico titolo, lo slam numero 18, il quinto vinto a Melbourne Park: l’ultimo lo aveva vinto nel 2012 sul’erba di Wimbledon.
“Non avrei mai pensato di arrivare alla finale di uno slam al rientro”, ha detto Federer durante la premiazione, e qualcosa di simile aveva detto anche Nadal nei giorni scorsi. Probabilmente nessuno si aspettava di essere catapultato un decennio fa, con Federer e Nadal che si giocano un titolo del Grande Slam (dopo l’incoronazione della 36enne Serena Williams che ha battuto la sorella Venus, 37, nel femminile). Finali storiche tra quattro atleti tutti over 30: un ritorno al passato che ci ha fatto sognare e che ancora oggi, nel 2017, ci fa sperare che tennisti e tenniste come quelli sopracitati non appendano mai la racchetta al chiodo.








