Carlo Ancelotti, intervenuto a Radio 24, ha commentato l’addio molto probabile di Adriano Galliani al Milan. Il tecnico del Real Madrid, legato da un antico rapporto all’Amministratore Delegato, non riesce ad immaginare il club rossonero senza il suo plenipotenziario. Insieme hanno conquistato successi che hanno consegnato i rossoneri alla Storia. “Adriano Galliani – è la lode elevata dal mister dei Blancos al dirigente – è la persona più importante per il Milan – il suo pensiero a ‘Radio 24’ – Non è solo un dirigente: è un dirigente-tifoso che ama questa squadra, è cresciuto con questi colori per cui ha fatto tantissimo e ha un’esperienza che nessun dirigente al mondo può vantare. La sua assenza peserebbe tantissimo in società ma non so cosa succederà in futuro. Di sicuro a livello d’esperienza Galliani non ha pari”. Ancelotti si è espresso anche sulla difficile situazione che sta vivendo Massimiliano Allegri: “Ci sono squadre in cui il destino di un allenatore non è legato solamente al risultato. Rimanere al Milan significa seguire la filosofia dettata da Silvio Berlusconi che è legata allo spettacolo e all’immagine e l’allenatore deve cercare di perseguire questi obiettivi. Al Milan il risultato non è l’aspetto determinato ma conta anche la mentalità”. La conversazione si è poi spostata sull’avventura che il tecnico di Reggiolo ha iniziato sulla panchina del Real Madrid. Dopo le prime deludenti uscite la squadra sembra aver trovato il bandolo della matassa: “In Spagna, dove negli ultimi anni i campionati si vincono con 100 punti, 6 lunghezze di ritardo dal Barcellona non sono tanto facili da recuperare ma è chiaro che ci sentiamo almeno alla pari del Barca. Purtroppo il distacco è dovuto al fatto che abbiamo impiegato un po’ di tempo a cercare equilibrio cambiando qualcosa nel gioco rispetto all’anno passato. Dobbiamo tenere duro in questo periodo, perchè la squadra sta migliorando velocemente”. Un accenno, sul finire del’intervista, è stato riservato alle qualità da fuoriclasse di Cristiano Ronaldo: “Merita il Pallone d’Oro. Mi ha colpito la sua professionalità, di uno molto motivato e molto serio in allenamento. E’ un giocatore che si applica nella cura dei piccoli particolari, anche quelli che riguardano l’aspetto fisico, e non lascia nulla al caso. Se non fosse così non potrebbe segnare 50-60 goal tutti gli anni. I grandi campioni posso avere continuità ad alto livello solo se si curano in maniera perfetta. Si può fare lo stesso discorso per Ibrahimovic che sul lavoro è uno che non scherza”.