Nonostante il Palermo sia con un piede in Serie B, il neo presidente del club rosanero, Paul Baccaglini, ai microfoni di ‘I Love Sicilia’ ha rilasciato una lunga intervista in cui ha voluto rassicurare i tifosi su molti aspetti. Ecco le sue dichiarazioni: “C’è tanto lavoro da fare ma siamo in perfetta linea con le nostre previsioni. Potremmo davvero definire il closing con qualche giorno in anticipo rispetto alla data prevista del 30 aprile. Ma questi sono solo dei dati formali. La cosa importante è conquistare Palermo, non deludere la sua gente che è veramente straordinaria, realizzare lo stadio, il centro sportivo. Tutti obiettivi che qui sono sembrati un Everest impossibile da scalare e che invece sono convinto di poter realizzare. Se si capisce che è arrivato il momento di cambiare passo, che ci sono le potenzialità per farlo, Palermo ha davanti a sé un futuro radioso”.
“Ho cavalcato il mio hobby del trading on line e la mia predisposizione a prevedere l’andamento dei mercati nel breve e nel medio periodo facendone una professione che oggi mi permette di vivere meglio di quando ero un giovane catapultato nel mondo dello spettacolo. – ha dichiarato l’ex Iena – L’incontro che mi ha dato la spinta definitiva verso la carriera di business man è stata una visita a Miami a casa di un grosso finanziere statunitense amico di famiglia. Entrai nel suo studio e rimasi affascinato dalla quantità di monitor e grafici che teneva costantemente sotto osservazione. Chiacchierando gli proposi una soluzione per alcuni investimenti in particolare. Lui alzò gli occhi e mi guardò come un campione navigato guarda un bambino che ha appena messo la palla all’incrocio dei pali. Qualche mese dopo mi telefonò per dirmi che aveva seguito la mia intuizione e aveva fatto bingo. Quello fu un pieno di benzina per la mia fiducia nelle mie possibilità”.

Baccaglini ha fatto poi un parallelismo tra Sicilia e Brasile, paese con cui è entrato in contatto per via delle origini della compagna di vita, Thais Souza Wiggers: “I brasiliani non hanno ancora la mentalità nel vedere la res publica come un valore importante, si vive di furbizia, ed è un atteggiamento che tiene arretrato il Paese. Palermo non credo sia così. Certo, ho vissuto tre anni in Brasile e solo tre settimane qui, ma qui ho visto un’energia nella generazione tra i 30 e i 40 che non esiste in Sud America. Dobbiamo abbattere questa etichetta affibbiata da tanti anni alla Sicilia. Ho incontrato tanta gente che vuole farsi fuori da questa condizione, che vuole tagliare i ponti dal passato fatto di malgoverno, mafia e tutto quello che di negativo si può associare alla Sicilia e a Palermo“.
Su stadio e centro sportivo: “Noi non abbiamo pregiudizi su dove e come fare stadio e il centro sportivo, a giugno presenteremo al Comune il progetto definitivo 1.0. Poi aspetteremo che sia valutato e siamo aperti ad accogliere tutte le indicazioni che ci verranno date. Lo stadio è il primo tassello del nuovo corso, ci piace l’idea di sfruttare l’area dove adesso sorge il Velodromo ma – aggiunge – se non sarà possibile realizzarlo lì siamo pronti a valutare altre indicazioni. Sul centro sportivo, invece, non crediamo che Carini sia la location ideale, ci sono le condizioni per trattare un adeguamento e un ampliamento del Tenente Onorato di Boccadifalco, più vicino alla città e più comodo per gli allenamenti dei nostri giocatori. A Carini magari potremmo mettere su un’azienda agricola d’eccellenza che produrrà prodotti bio con cui nutriremo i nostri campioni. Ma la prima pietra sarà lo stadio rosanero“.

Infine un messaggio ai tifosi del Palermo: “Palermo ha un grande potenziale umano pronto a esplodere. La cosa che mi è piaciuta di più è la cultura sportiva della sua gente. Mai vista una cosa del genere. Si va allo stadio per divertirsi non per il risultato fine a se stesso. Certo, le sconfitte non fanno piacere ma ho incontrato fin qui che non mi chiedono lo scudetto ma solo di avere una squadra stabilmente in Serie A e che faccia divertire i tifosi allo stadio. Ed è quello che vogliamo fare“, ha aggiunto Baccaglini.
“In America non c’è questa cultura sportiva, qui c’è una grande energia positiva che aspetta solo di essere veicolata nella maniera giusta. L’episodio in Italia-Albania che il pubblico ha cantato l’inno di Mameli durante la pioggia di fumogeni mi ha fatto innamorare ancora di più dei palermitani“.





