Dopo quel fantastico gol realizzato a 17 anni all’esordio in serie A contro l’Inter, la sua squadra del cuore, in quell’ormai lontano 1999, Antonio Cassano è diventato una star del calcio italiano. Nel 2001 una Roma ricca e fresca di scudetto lo prelevò dal Bari per 60 miliardi delle vecchie lire. Durante il suo periodo giallorosso, Fantantonio fece parlare di sè soprattutto per le sue “cassanate” e per il suo rapporto controverso con Fabio Capello.
Il vero successo arrivò con la chiamata del Real Madrid, ma anche lì il suo comportamento fece la differenza e Cassano fallì.
Da Cassano a Baotelli: quando il ridimensionamento può essere utile
Simile, questa storia, a quella di Mario Balotelli, un altro che, come il suo predecessore, a 25 ha fatto bene soltanto in un Campionato Europeo. Il barese, quando aveva l’età di SuperMario, fece una scelta forte, decidendo di mettersi nuovamente in discussione, scendere dal piedistallo e sudare. La Sampdoria rappresentò per Cassano la (ri)nascita come calciatore e professionista e la piena maturità. Grazie al suo fantastico rendimento in blucerchiato si guadagnò il Milan, con cui vinse lo scudetto, e l’Inter.
La scelta che dovrebbe fare Balotelli, ammesso che ci sia qualcuno disposto ad accoglierlo, dovrebbe essere uguale a quella del fantasista pugliese. Dopo l’esplosione all’Inter, le “marachelle” al Manchester City e gli inesorabili fallimenti al Milan ed al Liverpool, al ragazzo non rimane più nulla. Solo un club “provinciale” senza particolari pretese e con la voglia di costruire una squadra intorno a lui, potrebbe essergli d’aiuto. Serve umiltà. Un ridimensionamento potrebbe far (ri)nascere anche l’eterno incompiuto Mario Balotelli.