In mezzo a tanto scetticismo, l’unica certezza del Milan di Mihajlovic erano i due attaccanti titolari: Carlos Bacca e Luiz Adriano, dovevano essere la chiave per aprire le difese avversarie e avevano il compito di rendere imprevedibile e letale, una squadra incompleta e con poca qualità di base, soprattutto a centrocampo.
L’arrivo di Mario Balotelli però ha rotto l’incantesimo: da un lato Super Mario ha dato quelle caratteristiche che nessun altro attaccante aveva, come l’abilità sui calci da fermo, ma dall’altro ha palesato un’intesa molto scarsa con Bacca, limitandone il raggio d’azione e rompendo così l’arma più potente a disposizione della compagine rossonera.
Nella gara di domani, con Balotelli out per i noti guai fisici, dovrà quindi essere l’ex centravanti del Siviglia a rompere la retroguardia del Napoli e a riformare quell’intesa con Luiz Adriano che rappresentava una delle poche certezze di questa stagione milanista.
Per l’intesa con Balotelli si dovrà ancora lavorare molto, ma a farne le spese nella peggiore delle ipotesi non dovrà essere Bacca: il numero 70 ha dimostrato di poter fare la differenza e Mihajlovic ha l’obbligo di metterlo nelle migliori condizioni possibili.
Domani, contro la squadra di Sarri, la prima opportunità di rinascita, per evitare altre panchina inspiegabili o ulteriori inspiegabili ingressi a dieci minuti dalla fine, con la squadra in svantaggio.