Balotelli-riserva è l’ultima follia di Allegri, quanti danni negli ultimi anni con Galliani: serve una svolta!

AC Milan v Jucentus FC - Berlusconi Trophy

Il disastro del Milan, annientato ieri sera per l’ennesima volta da un grande Barcellona, è tutto nei numeri: 13° posto in campionato dopo 11 giornate, con soli 3 punti di vantaggio dalla zona retrocessione e già a -16 dall’ultima posizione utile per l’accesso in Champions League (per non parlare dello scudetto). E ancora, addirittura a -10 punti dall’Hellas Verona che si trova in zona Europa League. Cinque sconfitte, 3 pareggi e soltanto 3 vittorie, come una provinciale. Ben 19 gol subiti, tra le difese peggiori di tutta la serie A, a fronte di 17 realizzati, gli stessi del Torino, solo uno più del Parma, 5 in meno del Verona. Ma è possibile che il Milan di Allegri sia così scarso?
Sicuramente l’allenatore toscano non ha in mano una squadra che possa competere per la vittoria di scudetto e Champions League, nettamente inferiore alle big d’Europa e anche alle tre italiane che stanno dominando il campionato (Roma, Napoli e Juventus), ma obiettivamente l’organico rossonero non è sicuramente paragonabile (perchè sicuramente superiore) a quello dell’Inter di Mazzarri quarta in classifica, o all’Hellas Verona quinto, o alle varie Lazio, Genoa, Atalanta e Udinese che in classifica precedono i rossoneri di diversi punti. Poi c’è il Livorno, il Livorno neopromosso che dopo 11 partite ha gli stessi punti della squadra di Allegri: ma allora vogliamo dirlo che il mister qualche responsabilità, e anche pesante, ce l’ha? Il Milan ha il 2° monte ingaggi più alto della serie A, inferiore solo a quello della Juventus ma di gran lunga superiore alla Roma capolista, al Napoli secondo in classifica, all’Inter, alla Fiorentina e a tutte le altre.
Sicuramente in questo anche Galliani ha pesanti responsabilità, ma ne parleremo più avanti. Le colpe di Allegri sono ataviche: guida il Milan da 4 stagioni, nella prima ha vinto lo scudetto senza mai brillare sul campo ma ha fatto malissimo in Europa. Poi è iniziato il disastro: il secondo anno ha buttato al vento uno scudetto che aveva già vinto, il Milan era ancora uno squadrone con Thiago Silva e Nesta in difesa, con Ibrahimovic in attacco (quello fu l’unico anno della storia di Ibra in cui la squadra dell’attaccante svedese non vinse lo scudetto). Furono fatali i due passi falsi casalinghi, a San Siro, contro Fiorentina e Bologna che lottavano per non retrocedere. In Europa il secondo disastro (su due). Poi c’è l’anno scorso: terzo disastro (su 3) in Champions, e terzo posto in campionato acciuffato con molta molta “fortuna” (chiamiamola così..!) a dispetto di una Fiorentina che sul campo s’era dimostrata nettamente superiore. Adesso il Milan sta toccando in fondo: prima di cambiare tecnico si vuole davvero assaporare il gusto della serie B? Che Allegri non sia un allenatore da Milan l’ha già dimostrato nel corso degli anni, e Balotelli sbattuto in panchina ieri sera al Camp Nou è solo l’ultima follia (aggravata dalle dichiarazioni del post-partita in cui s’è giustificato dicendo che SuperMario era una riserva sia nell’Inter che al Manchester City). Ecco, Balotelli: il Milan marchiato Allegri sta distruggendo anche il più grande talento del calcio italiano, un guaio anche per la Nazionale proprio nella stagione che ci porterà al mondiale.

allegri gallianiI tifosi rossoneri ce l’hanno con la società che non vuole più spendere molto sul mercato, e sappiamo che inchiodando alle loro responsabilità sia Allegri che Galliani non siamo popolari. Ma il pubblico spesso e volentieri ragiona con la pancia e con il cuore, non con la testa: quando mancano i soldi ci vogliono le idee, e nessuno può smentire il fatto che Juventus, Inter, Fiorentina, Napoli e Roma negli ultimi anni abbiano speso meno del Milan. Eppure di soddisfazioni ne stanno dando, eccome. La Roma ha costruito le sue fortune attuali grazie a due grandi colpi in difesa, Castan e Benatia. Il primo è stato pagato 5 milioni, meno di quanto il Milan abbia pagato Zapata, il secondo 13, quanto il Milan ha pagato Matri. E poi ci sono Poli (7 milioni), Constant (8 milioni) per non tornare indietro ai 20 spesi per la meteora Huntelaar: un occhio più esperto avrebbe puntato tutto su Strootman, che la Roma ha pagato 17 milioni.
Per non parlare della Juventus che ha costruito le sue fortune a costo zero (o quasi), con un Pirlo regalato proprio dal Milan (decisione di Allegri, che lo considerava un ex giocatore, avallata poi anche da Galliani) per poi sostituirlo con Muntari… Ma allora di che stiamo parlando? Al Milan serve una svolta, una svolta vera che sia tecnica e anche societaria. Tanto di cappello a Galliani per la sua storia, ma evidentemente ha fatto il suo tempo e gli mancano idee vincenti. Allegri non ne parliamo, può fare bene in una squadra come il Cagliari ma al MIlan è stato un flop totale. Sicuramente è un grande signore, un campione di stile, un uomo indiscutibile dal punto di vista umano e professionale. E’ serio, educato, paziente e pacato che, però, ha avuto una fiducia totale e non l’avrebbe meritata, calcisticamente parlando. Prendi Antonio Conte: è più burbero, scontroso, indisponente e antipatico. Ma è un vincente. Con la Juve ha fatto miracoli, e la Juve prima di Conte arrancava quanto oggi arranca il Milan di Allegri.