Dopo il forfait ai Mondiali di Franck Ribery l’infortunio alla schiena del giocatore diventa motivo di scontro a tutto campo tra la Federcalcio francese e il Bayern Monaco. Ad attaccare a testa bassa è il medico del club bavarese, e della Nazionale tedesca, Hans-Wilhelm Muller-Wohlfahrt, che con una nota affidata ai suoi legali smentisce seccamente le notizie in arrivo dalla Francia secondo cui l’attaccante avrebbe sviluppato una fobia verso le iniezioni e che per questo non si è sarebbe sottoposto a cure efficaci in grado di recuperare dalla lombalgia in tempo per l’appuntamento mondiale. Secondo il medico tedesco “non esiste alcuna fobia”, l’unica cura rifiutata dal giocatore è stata quella a base di cortisonici consigliata dai medici transalpini. A dar fuoco alle polveri erano state le parole del medico dei ‘blues’ Franck Le Gall che aveva accusato il Bayern di risolvere ogni infortunio con l’uso di punture, “almeno 30” nel caso di Ribery, ed è per questo, è la tesi dei transalpini, che Ribery si sarebbe rifiutato di sottoporsi ad un ennesimo ciclo di punture. La Federcalcio francese ha poi duramente contestato l’utilizzo del calciatore per la finale di Coppa di Germania lo scorso 17 maggio. Il braccio di ferro tra la Francia e il Bayern fa tornare alla mente un analogo episodio avvenuto quattro anni fa in Sudafrica, protagonista Arjen Robben, in quell’occasione ad accusare di negligenza il Bayern fu la Federcalcio olandese.