Le individualita’ contano ma e’ solo giocando di squadra che si va avanti. Il quarto di finale di domani fra Argentina e Belgio non sara’ solo la sfida fra Messi e Hazard perche’, come ha sottolineato anche Hitzfeld, la Seleccion di Sabella “non e’ solo Messi – avverte alla vigilia del quarto di finale di Brasilia il ct del Belgio, Marc Wilmots – Ho visto la partita contro la Svizzera, l’Argentina non e’ un solo giocatore ma una squadra. Ho visto pero’ che hanno concesso delle occasioni da gol e a quel punto diventa una questione di dettagli. Anche noi, contro gli Stati Uniti, abbiamo avuto 15 occasioni ma siamo riusciti a segnare solo nei supplementari. Dipendera’ anche dalla forma dei giocatori, che potra’ fare la differenza. Noi, comunque, saremo fedeli alla nostra filosofia, non penseremo solo a difenderci. Siamo una squadra che gioca compatta, che non lascia molti spazi. Attacchiamo tutti insieme e difendiamo tutti insieme, e’ una questione di equilibrio. Sappiamo che possiamo fare la storia e giocheremo la nostra partita”. Wilmots assicura che “non abbiamo pressioni, l’importante e’ dare tutto e non avere rimpianti”, e quando gli ricordano la semifinale persa nel 1986 replica che “appartiene al passato, noi pensiamo al futuro, a quello che possiamo fare, il futuro e’ piu’ importante del passato”. Il Belgio non teme un’altra estenuante sfida ai supplementari (“E’ un quarto di finale e possiamo aspettarci di tutto, contro gli Stati Uniti eravamo pronti per giocare 120′ e lo saremo anche domani”) mentre per quanto riguarda la designazione di Rizzoli, “il fatto che l’arbitro sia italiano e nell’Argentina ci siano giocatori che militano in Italia non ci preoccupa”.
“Gli errori arbitrali ci sono stati, tutti possono sbagliare, anche noi, alle volte sbagliamo – prosegue – Alle volte gli errori vanno contro di te, altre sono in tuo favore”. Chiusura su Hazard. “Bisogna mettere le individualita’ al servizio della squadra – aggiunge – Eden e’ migliorato molto in fase difensiva ma puo’ fare ancora meglio, gliel’ho detto e anche lui ha voglia di fare altri progressi. Ma non voglio dipendere da un solo giocatore. Siamo qui con 23 giocatori e non dipendiamo da uno solo, e’ questo il nostro punto di forza”. Del resto, sul fronte argentino, Messi non sara’ l’unica minaccia. “E’ stato fantastico finora – commenta Jan Vertonghen – ma Higuain e’ uno dei migliori attaccanti in circolazione, ci sono anche Lavezzi, Aguero, Di Maria, dovremo difenderci come squadra. Abbiamo comunque fiducia in noi stessi, abbiamo i nostri punti di forza e stiamo bene sia fisicamente che mentalmente”.