Bellini e l’addio al calcio: il difensore racconta alcuni aneddoti e svela il suo futuro!

Il difensore Giampaolo Bellini ha raccontato alcuni aneddoti sulla sua carriera con l'Atalanta e ha parlato del possibile futuro da dirigente

“La svolta della mia carriera e’ stata sicuramente l’approdo in prima squadra di Vavassori, che era stato premiato per l’ottimo lavoro nel settore giovanile e che decise di portare con se’ qualche ragazzo che aveva avuto, tra cui me: e’ successo tutto nel momento giusto e con la persona giusta, anche perche’ in quegli anni l’Atalanta faceva la Serie B e l’impatto con i professionisti, per un giovane, e’ meno traumatico rispetto a quello che puo’ provocare la Serie A”. Cosi’ il difensore e capitano nerazzurro, Gianpaolo Bellini, ai microfoni di Premium Sport in vista del suo ritiro dopo oltre 400 presenze con la maglia della “Dea”.

“Se dovessi fare l’allenatore, so che lui sarebbe a disposizione per insegnarmi il mestiere: mi ha dato tanto sia in campo che fuori, mi ha insegnato i valori di questo sport – ha proseguito a Premium Sport Bellini riferendosi a Vavassori –. Cosa faro’ una volta smesso? Di sicuro, dopo molti anni, sul campo, preferirei lasciarlo per un po’ di tempo, quindi penso piu’ a un ruolo dirigenziale piuttosto che l’allenatore. Ma e’ ancora presto per fare progetti e in ogni caso dovrei prima mettermi a studiare per acquisire certe competenze: c’e’ tempo per capire quale sara’ la mia strada. Totti? Non ha bisogno di consigli, tranne di quelli di chi gli sta vicino. E’ ancora un giocatore straordinario e lo sta dimostrando, spetta a lui decidere: magari lo rincontrero’ da dirigente, tutto puo’ succedere. A chi dedico la mia carriera? A mia mamma: mi sarebbe piaciuto che domenica ci fosse stata. In tutti questi anni mi avrebbe sicuramente dato una mano, mi avrebbe aiutato a superare i momenti di difficolta’. Ma sono convinto che potrebbe dirsi orgogliosa di quello che ha fatto suo figlio”. (ITALPRESS).