Berlusconi “dimette” Mihajlovic: lui resiste, ma se perde le prossime…

Presidente e amministratore delegato hanno ormai abbandonato il tecnico al suo destino: le dimissioni di Mihajlovic porterebbero in panchina Cesare Prandelli dopo la sosta

Tra Sinisa Mihajlovic ed il Milan qualcosa si è rotto, ormai in modo irreparabile: le recenti battaglie contro la classe arbitrale, affrontate dal serbo completamente da solo, sono la dimostrazione evidente di una frattura profonda.
I rossoneri pareggiano a San Siro contro il Verona, viene annullato un gol regolare a Luiz Adriano e ci sarebbe anche un rigore su Bonaventura: Mihajlovic sottolinea questo in conferenza stampa ma Adriano Galliani e Silvio Berlusconi fanno orecchie da mercante, esprimendo rispettivamente la delusione per non aver ingaggiato Maurizio Sarri a inizio stagione e l’amarezza per un Milan che non gioca da squadra vera.
Ancora una volta il tecnico serbo si ritrova solo contro tutti, avversari e alleati, dovendo anche fare i conti con una rosa di giocatori non all’altezza, mentalmente e tecnicamente: roba che metterebbe ko un toro, ma non Sinisa, che resiste con umiltà e orgoglio.

La domanda che sorge spontanea è però una: stando così le cose, perchè Berlusconi non si limita ad esonerare l’allenatore (l’ennesimo), visto che è ormai chiaro a tutti che Mihajlovic non gli va a genio? La sensazione è che il Milan stia spingendo il tecnico serbo ad abbandonare la barca con le sue stesse mani, con delle dimissioni che eviterebbero alla società rossonera di mettere sotto contratto quattro allenatori contemporaneamente (Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic e l’eventuale sostituto).
Non appoggiare il tecnico in nessuna battaglia, rinfacciargli sempre le scelte indipendenti, rimproverarlo davanti agli organi di stampa per il suo atteggiamento “non da Milan”, criticarlo per le formazioni messe in campo: tutte queste azioni sembrano voler dire “ti renderemo la vita un inferno, fino a quando tu stesso non dirai addio”.

Difficile che un tecnico col carattere di Mihajlovic possa crollare, ma se non la farà lui, potrebbero essere i risultati a condannarlo: in caso di ennesimi passi falsi contro Sampdoria e Frosinone, il cambio di panchina pre-natalizio sarebbe scontato, con la squadra che dopo la sosta verrebbe affidata a Cesare Prandelli. Come finirà questa intricata telenovela? Possiamo solo aspettare il fischio finale di Frosinone-Milan.