Silvio Berlusconi – Le rivelazioni del presidente: “Lascerò il Milan solo dopo aver vinto un’altra volta”

Silvio Bersluconi, all'interno di una biografia scritta dal giornalista economico Alan Friedman, parlando del suo Milan ha dichiarato che lascerà la società solo dopo aver vinto ancora

Quattro sconfitte in sette partite di campionato sono decisamente troppe per una squadra come il Milan che punta a tornare in Champions League. I rossoneri, reduci dal pesante ko contro il Napoli, sono ‘ricascati’ nei problemi dell’anno scorso, che con l’arrivo di Mihajlovic sembravano essere spariti.

A giudicare dalla pesante sconfitta contro i partenopei, però, le problematiche della passata stagione sembrano essere riemerse. Ne ha preso atto anche il presidente rossonero Silvio Berluscuni del quale, come riportato dalla “Gazzetta dello Sport”, domani uscirà una biografia scritta dal giornalista economico Alan Friedman, dal titolo “My Way”.

Un faccia a faccia tra il patron del Milan e il giornalista, che su indicazione dello stesso Berlusconi a intitolato l’ultimo capitolo del libro con una frase significativa: “Me ne andrò solo quando avrò vinto un?’altra volta”. Parole proprio di Berlusconi, che ha spiegato come “i figli in futuro potranno vendere tutto tranne due cose: la maggioranza del Milan e la casa di Arcore”.

La biografia, oltre a ripercorre le tappe più importanti della vita politica di Berlusconi, tratta anche della vita calcistica dell’ex Cavaliere: “Discuto sempre con i miei allenatori, a volte suggerisco la formazione ma l’ultima parola spetta sempre a loro: non ho intenzione di abusare della mia carica di azionista di maggioranza, sono loro alla fine i responsabili del lato tecnico della squadra”.

Tre sono gli allenatore che gli sono rimasti nel cuore: “Con Sacchi creammo l’idea di un club vincente attraverso il bel gioco, da allora questo è sempre nel Dna del Milan. Quando ci lasciò fummo fortunati perchè al suo posto arrivò un tecnico leggendario come Capello. Come dimenticare poi Ancelotti, io lo chiamavo ‘il papà’ dei nostri ragazzi”.

Immancabile infine una descrizione del cosiddetto ‘stile Milan’: “Significa innanzitutto avere rispetto per gli avversari e sapersi presentare in un certo modo: oggi vediamo giocatori con tatuaggi e strane pettinature, in passato io controllavo personalmente anche il nodo della cravatta prima di un’intervista in tv. I campioni che più riconosco in questo ideale sono sicuramente Maldini e Baresi”.