Blatter condanna i fatti di Serbia-Albania: “no alla politica nel calcio”

“Il calcio non deve mai essere utilizzato per messaggi politici. Condanno energicamente quello che e’ successo ieri sera a Belgrado”. Lo ha detto il presidente della Fifa, Joseph Blatter, a proposito di quanto accaduto durante Serbia-Albania, sospesa dopo che l’ingresso di un drone con la bandiera kosovara ha fatto scoppiare la bagarre dentro e fuori dal campo. Intanto, l’Albania ha ricevuto un’accoglienza da eroi a Tirana, con il premier Edi Rama a elogiare la prestazione dei ragazzi di De Biasi (il match e’ stato sospeso al 41′ sullo 0-0). Il fratello di Rama, Olsi, smentisce di essere stato lui a pilotare il drone dalle tribune: “Non ho nulla a che vedere con questa vicenda, non capisco da dove sia venuto fuori questa storia – ha assicurato -. E’ una speculazione dei media. Io non sono stato ne’ arrestato, ne’ interrogato. Quando e’ avvenuto l’episodio, si e’ creata una situazione caotica, i poliziotti controllavano tutti. Io ho mostrato loro il mio passaporto americano e la mia macchina fotografica. E’ durato tutto pochi minuti”. E mentre un delegato Uefa presente a Belgrado si limita a dire che “non posso dire di chi sia la colpa e non possiamo fare altri commenti se non dire che riporteremo all’Uefa quello che abbiamo visto”, dice la sua a “calciomercato.it” Florian Myrtaj, ex centravanti albanese, che ha militato per quasi venti anni in Italia vestendo tra le altre le maglie di Cesena, Verona e Catanzaro: “Il danno e’ stato creato dalla squadra di casa: non c’erano le condizioni per poter giocare a calcio e quindi, secondo me, non devono far rigiocare la partita ma decretare la vittoria a tavolino dell’Albania, considerato anche che la Serbia e’ recidiva”.