”Un successo, proteste a parte”. Si riassume in queste poche parole di Joseph Blatter il giudizio che la Fifa da’ alla Confederations Cup 2013, appena conclusasi in Brasile. Un bilancio complessivo sul quale ha pesato positivamente la qualita’ delle partite giocate, ma che ha dovuto anche fare i conti con tantissimi imprevisti. In cima alla lista, ovviamente, le grandi manifestazioni popolari, con corollario di scontri e violenze, inscenate anche fuori dagli stadi sede del torneo. Ma anche logistica, infrastrutture e sistema di comunicazioni debbono ancora migliorare, per ammissione dello stesso Comitato organizzatore locale (Col). Forse e’ anche per questo che, diversamente da quanto fatto in occasione della stessa competizione tenutasi in Sudafrica nel 2009, stavolta il numero uno della Fifa non se l’e’ sentita di dare un voto al Brasile. ”Posso solo dire che di sicuro verra’ approvato all’esame di ‘laurea’ per i Mondiali 2014”, ha detto diplomaticamente. ”Una pagina del calcio e’ stata riscritta al Maracana’, mai visto uno spettacolo come ieri”, si e’ sbilanciato poi Blatter, cercando di accantonare le polemiche. ”Quell’inno cantato a squarciagola anche dopo lo stop della musica (nonostante le rigide regole dettate da Zurigo, ndr), dimostra il grande successo dell’evento”, ha ribadito il patron Fifa. Eppure, sul clima di festa ha continuato a incombere l’incertezza provocata dalle tensioni sociali, che hanno avuto proprio il palcoscenico offerto dalla Fifa come cassa di risonanza. ”Il torneo era iniziato con un certo grado di incertezza” per via dei cortei di piazza, ha ammesso Blatter, ”ma siamo riusciti nonostante tutto a realizzare un evento straordinario”, ha concluso. La Federcalcio internazionale ora guarda avanti e annuncia: dal mese prossimo ripartono le ispezioni agli stadi, soprattutto per quelli non ancora approvati e consegnati. E Jerome Valcke ha assicurato: il calendario delle partite programmate per i Mondiali del 2014 non subira’ modifiche. Questo nonostante le critiche rivolte anche da alcune squadre sugli spostamenti in vari stadi compiuti durante la Confederations Cup. Il pensiero dunque va gia’ al 2014, con l’obiettivo di correggere gli errori ed evitare la ripercussione negativa provocata dalle proteste in strada. La parola d’ordine la detta ancora una volta Blatter: ”Faremo una Coppa meravigliosa”.