Boateng, un ritorno che lascia perplessi: le “minestre riscaldate” hanno spesso deluso

Il ritorno del ghanese è l'ennesimo ritorno di un "vecchio amore", ma queste cose spesso non funzionano...

Si dice che la minestra riscaldata non è mai buona, ma in Serie A questo detto non viene preso troppo sul serio: in Italia infatti, i giocatori che dopo un’esperienza tornano all’ovile o nella squadra in cui hanno reso meglio, sono tantissimi, più che in ogni altro campionato.
Sarà che l’Italia è il paese dell’amore e che quindi non viene mai dimenticata, ma spesso quando si tenta di riaprire una storia chiusa si finisce scottati: i giocatori di ritorno infatti, spesso e volentieri hanno reso malissimo, mostrandosi solo un’ombra di quello che erano stati.
Abbiamo voluto stilare una sorta di Flop 10, per tentare di rafforzare la nostra teoria:

1. Andriy Shevchenko (Milan) – L’attaccante ucraino, Pallone d’oro e secondo miglior marcatore della storia del Milan, lasciò il vecchio diavolo nell’estate 2006, per “permettere ai suoi figli di imparare l’inglese”, salvo poi far ritorno nell’Agosto 2008, dopo solo due anni passati al Chelsea: il ritorno fu un disastro, condito da poche presenze e da zero gol in campionato. Quel numero 76 sulla schiena è l’emblema della seconda avventura rossonera di Shevchenko: decisamente una cosa fuori posto.

2. Christian Vieri (Atalanta) – Bobogol tornò a Bergamo dopo l’infelice anno passato tra Milan e Monaco (con la speranza di essere convocato per il Mondiale in Germania), ma ormai era l’ombra dello splendido centravanti ammirato tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000: i ritorni bergamaschi furono addirittura due (2006/2007 e 2008/2009), entrambi chiusi con solo due gol all’attivo e tantissimi problemi fisici.

3. Antonio Cassano (Sampdoria) – Presto per dare un giudizio, ma i primi mesi di Fantantonio nella Sampdoria di Zenga hanno fatto ben capire che il giocatore capace di incantare il Ferraris non c’è più: l’età che avanza e il peso che aumenta, hanno reso il ritorno in blucerchiato di Cassano un flop, almeno per il momento.

4. Vincenzo Montella (Sampdoria) – Questa probabilmente la ricordano in pochi, ma nel lontano 2007 l’aeroplanino (ormai a fine carriera) venne contattato da Garrone per giocare un ultimo anno nella società che lo lanciò nel grande calcio: risultato? 13 presenze complessive, con pochissimi gol all’attivo.

5. Fabio Cannavaro (Juventus) – Il capitano della Nazionale campione del mondo in Germania, tornò alla Juve nell’estate del 2009, dopo averla lasciata nel 2006 in seguito allo scandalo di Calciopoli: l’accoglienza dei tifosi fu gelida, le prestazioni di Cannavaro ancor più agghiaccianti, tanto che i bianconeri si piazzarono al settimo posto.

6. Alessandro Matri (Milan) – La carriera dell’attaccante della Lazio partì proprio dalle giovanili rossonere, prese tantissime vie (Lumezzane, Rimini, Cagliari, Torino) e poi fece retromarcia, con gran gioia dello stesso giocatore, che pregustava tante soddisfazioni con la prima maglia della sua vita calcistica: la storia però è stata crudele con lui e i tifosi lo hanno rigettato ancor prima che arrivasse (Gli striscioni con scritto “Matri: NO GRAZIE”). Un solo gol, pagato 12 milioni di euro.

7. Ruud Gullit (Milan) – Negli anni 90 il fenomeno olandese lasciò il Milan per giocare con la maglia della Sampdoria: dopo solo una stagione però fece ritorno alla base, offrendo prestazioni però ben al di sotto di quelle passate. Un ritorno rossonero che durò sei mesi per il gigante con le treccine.

8. Roberto Donadoni (Milan) – La società rossonera è un’abbonata alle minestre riscaldate e l’allenatore del Bologna fu una di queste: lo splendido esterno che fece grandi le squadre di Sacchi e Capello tornò a Milano dopo due anni passati a monetizzare in Giappone, ma ormai era un giocatore completamente a fine carriera.

9. Sergio Conceicao (Lazio) – L’esterno portoghese (campione d’Italia con i biancocelesti nel 2000), tornò nella capitale dopo gli anni trascorsi nell’Inter: un ritorno che però ricordano in pochi, provate a immaginare il perchè.

10. Marco Borriello (Genoa) – All’attuale centravanti del Carpi il primo ritorno nella Genova rossoblu era riuscito bene, ma poi ha voluto tentare anche il terzo con risultati stavolta disastrosi: chiuso da Pavoletti e Niang, ha visto il campo con il contagocce.