Dopo che Amadou Diawara ha disertato il ritiro di Castelrotto, è arrivata, puntuale, la nota ufficiale del Bologna che ha bacchettato il centrocampista annunciando provvedimenti. Dalla sede del ritiro ha parlato anche Riccardo Bigon. “Chiaro che non è una situazione piacevole, in questo momento quello che ci rimette in misura maggiore è il ragazzo. Comportandosi in questo modo, non fa la figura del professionista”, spiega il ds rossoblu nelle dichiarazioni riportate da ‘Gazzetta.it’.
“Probabilmente sta vivendo una situazione difficile da gestire e ci dispiace, in primis per lui. Ha fatto un errore in un momento di confusione, ma spero ancora di poter ricucire lo strappo”, si augura Bigon. “Se vuole andar via? Di offerta concreta ne abbiamo ricevuta solo una, dal Valencia, ma dal valore decisamente inferiore rispetto a quello del ragazzo. Attualmente ci sono interessi concreti di altri club, coi quali stiamo parlando, ma non può scoppiare un caso mediatico ogni volta che qualcuno si interessa ad un nostro calciatore. Vogliamo capire come stanno le cose e quali sono le intenzioni di Amadou e del suo entourage, poi agiremo di conseguenza”.
“Se ho parlato con Diawara? È impossibile, in questo momento ha il telefono staccato. Resta difficile capire cosa sia successo da ieri sera, visto che era al campo con la massima serenità e di eventi particolari non ce ne sono stati. Ho sentito l’agente, ci ho parlato e volevo fare un passo in avanti nel dialogo, ma per trovare un punto d’incontro bisogna sempre essere in due”, continua. “Non è una situazione dal quadro semplice, io comunque non voglio dare colpe a nessuno né creare polemiche. Certificato medico? Non abbiamo ricevuto nulla, nemmeno una comunicazione: ci siamo accorti questa mattina dell’assenza del ragazzo. Ma ripeto: vediamo come si evolvono le cose, poi tireremo le somme. Noi siamo stati aperti a qualsiasi tipo di soluzione, sin da subito, per il bene del ragazzo e del club. E più di così il Bologna non poteva proprio fare”.