Branca e l’Inter, una storia a due facce: bravo solo con i soldi in tasca

brancaUn direttore sportivo abituato a lavorare con poco, riesce a dare il meglio di sè con maggiori possibilità eonomiche; uno che invece ha sempre avuto tanti soldi a disposizione, è incapace di fare bene una volta che questi vengono meno”. Questa è la massima che fa pensare a Marco Branca che con l’Inter ha vissuto una carriera dirigenziale a due facce. Da quando i nerazzurri non hanno la disponibilità economica del periodo antecedente al 2010, l’ex centravanti toscano ha clamorosamente fallito, rivelandosi protagonista di folli operazioni e dimostrandosi dormiente sul mercato dei parametro zero in cui dominano Juventus e Fiorentina.

L’incomprensibile scambio Belfodil-Cassano, la prematura cessione di Coutinho, i flop colossali presi con Pereira, Forlan, Zarate, Castaignos, Silvestre e Schelotto, la perdita a zero di Lucio e Julio Cesar, l’inspiegabile e controproducente gestione relativa alla cessione di Sneijder, la folle rinuncia a Maicon, fino ad arrivare alla clamorosa storia del mancato scambio tra Vucinic e Guarin, sono solo alcuni tra gli strafalcioni di quello che è stato un importante uomo mercato nerazzurro per 11 anni.

Agli errori degli ultimi anni vanno però onestamente annoverati dei meriti al soggetto in questione, relativi alle stagioni in cui è stato coadiuvato, nel suo ruolo di Responsabile dell’Area Tecnica, da Gabriele Oriali, che viste le annate successive al suo addio, risulta essere stato probabilmente fondamentale almeno quanto Branca. Lo scambio tra Eto’o ed Ibrahimovic con il Barcellona, con un conguaglio economico a favore dell’Inter, è senz’altro una tra le trattative migliori nella storia del calciomercato. Ma anche le intuizioni di Cambiasso a parametro zero, piuttosto che Figo, o Samuel acquistato dal Real Madrid, Maicon preso quando era sconosciuto, lo stesso Sneijder, i vari Motta, Lucio e Milito, punti cardine del Triplete e Julio Cesar, sono da annoverare nella “faccia buona” della controversa carriera dirigenziale condotta da Branca all’Inter, che obiettivamente non poteva più confermarlo.