Nonostante i due successi su altrettante partite, otto reti fatte e soltanto due subite, il commissario tecnico della nazionale francese, Didier Deschamps non vuole ancora sentir parlare di qualificazione. Mercoledì la Francia affronterà l’Ecuador, in un palcoscenico prestigioso come il Maracana di Rio de Janeiro. In effetti il tecnico guarda più lontano, il suo pensiero corre già oltre la fase a gironi. Sa bene quanto sia importante vincere il gruppo E, per giocarsi l’accesso ai quarti contro la seconda del gruppo F, presumibilmente la Nigeria. E soprattutto schivare l’Argentina dello spauracchio Lionel Messi. Una bella differenza, anche se Moussa Sissoko si atteggia a fatalista: “Sappiamo che sono una grande squadra, ma non possiamo sceglierci gli avversari. Chi verrà prenderemo, se conserviamo lo spirito di squadra avuto fino ad ora possiamo battere chiunque”. Viste le assenze di Cabaye (squalificato) e di Sakho (infortunato), Deschamps dovrà apportare un paio di modifiche alla formazione che ha travolto la Svizzera. Candidato ad una maglia da titolare è Laurent Koscielny, che un posto nell’11 di partenza lo aveva a novembre, nel match-incubo contro l’Ucraina, a Kiev, in occasione del doppio spareggio che valeva il viaggio in Brasile. Sconfitta della Francia per 2-0, rimediata con l’epico 3-0 maturato al Parco dei Principi. Allora pedina inamovibile al centro della difesa in coppia con Eric Abidal, Koscielny il 15 novembre aveva vissuto una serata nerissima. Dopo aver concorso alla rete in apertura di Zozulya, aveva causato il rigore trasformato da Yarmolenko. Infine l’espulsione per una manata a Kucher. A quella serata il giocatore dell’Arsenal ammette di ripensare ancora. “Ma il passato è passato ed io guardo avanti – assicura Koscielny – e mi piace pensare che la squadra che ha iniziato il Mondiale potrebbe non essere la stessa che lo concluderà”. La sfida con l’Ecuador sarà una bella occasione per risalire posizioni nella gerarchia di Deschamps, per un giocatore dalle indubbie doti tecniche, che però spesso si lascia tradire dai nervi nelle partite che contano.