Dietro gli errori, i gol mancati e quelli subiti, che hanno portato all’eliminazione dell’Italia dai Mondiali in Brasile, potrebbe esserci una mancata “attivazione” del cervelletto, un organo ancora in parte sconosciuto che, pur costituendo solo il 10% del peso del cervello, possiede più del 50% del numero totale di neuroni. E’ questa l’ipotesi fatta durante il VI Congresso internazionale sul cervelletto “Cerebellar Contribution to Brain Function from Molecules to Behavior”, che si è concluso oggi a Roma e ha visto come relatori 25 scienziati provenienti dagli USA, dall’Asia e dall’Europa. “Un tiro sbagliato e un gol mancato possono essere il risultato di una previsione errata sulle conseguenze di una determinata azione – spiega la professoressa Maria Leggio, direttrice del laboratorio di riabilitazione della Fondazione Santa Lucia -. Ecco quello che il cervelletto fa: consente di prevedere ciò che sta per accadere e permette di correggere in anticipo progettazioni sbagliate”. “Ã il cervelletto che sa predire le azioni che dobbiamo svolgere; grazie al cervelletto abbiamo forme più elevate di coscienza: è lui che ci fa pensare automaticamente ed è sempre lui che migliora le nostre prestazioni motorie e cognitive – spiega il professor Narender Ramnani del Dipartimento di Psicologia della Royal Holloway University di Londra – tutto ciò che apprendiamo, grazie al cervelletto, diventa abitudine, in quanto riesce a trasformare le nozioni acquisite in azioni quotidiane e abituali: ad esempio non dobbiamo imparare ogni giorno a camminare, perché questa capacità grazie al cervelletto è divenuta un’abitudine acquisita e immagazzinata”.