Le discussioni sorte attorno alla decisione adottata dalla FIFA di tutelare la Francia nel sorteggio dei gironi del Mondiale in Brasile, non per nulla rivelatosi estremamente soddisfacente per i transalpini, non sono ancora terminate. Ad essere stata penalizzata in particolare è stata la Nazionale italiana, finita in un girone certo non agevole in cui hanno trovato posto anche Inghilterra ed Uruguay. Ad interventire sulla scelta di Joseph Blatter di inserire i “Galletti” nell’urna in cui erano collocate tutte le altre rappresentanti del Vecchio Continente nonostante vantassero il peggior piazzamento nel ranking Fifa è Marco Materazzi, storico mattatore nella finale dei Mondiali del 2006. “Il nostro è un girone duro, ma anche le altre devono avere paura. L’Italia – sottolinea Matrix in un’intervista concessa al Corriere dello Sport- ha sempre sofferto perché non incontrava squadre temibili, stavolta invece è il più difficile insieme a quello del Portogallo. L’Uruguay è forte e l’Inghilterra la conosciamo bene. Sarà dura, ma bisogna passare”. “I viaggi – evidenzia l’ex difensore Azzurro- possono dare fastidio perché con quattro ore di volo devi partire due giorni prima. Influiranno pure il caldo e l’umidità ma ormai nel calcio la condizione fisica è fondamentale ovunque”. Tornando alla diatriba legata al sorteggio, Materazzi spiega: “Il problema non è stato il sorteggio in sé, perché dall’urna può uscire di tutto, ma quello che era accaduto prima. Diciamo che la Francia è stata… fortunata, ma non tutte le ciambelle vengono con il buco e i francesi dovrebbero ricordarlo se ripensano alla finale del 2006”. Chiaramente non è messa in discussione la buona fede di Zinedine Zidane, protagonista della discussa estrazione: “Non penso l’abbia fatto con cattiveria sennò sarebbe… un mago. Chiunque avrebbe potuto estrarre la pallina dell’Italia. La Francia comunque ha il blasone, ma si fermerà al massimo ai quarti”. A prescindere dall’esito dell’urna, tuttavia, l’ex granatiere dell’Inter ritiene che la selezione di Cesare Prandelli disponga di ottime carte da giocarsi: “Può puntare alle prime quattro posizioni e poi giocarsi tutto lì, come in Germania. L’Italia con Prandelli è una squadra vera e nelle competizioni internazionali è sempre arrivata lontano. Punto soprattutto su Pirlo, Buffon e De Rossi, tre imprescindibili. E poi occhio a Totti. Decide Prandelli. Ma Francesco fa la differenza anche da fermo”. Per Materazzi, comunque, la griglia di partenza è chiara: “Il Brasile, ma non dimentico Spagna, Germania e Argentina”.
Brasile 2014, Marco Materazzi irride la Francia: “Non andrà oltre i quarti di finale”