Brasile 2014 – La testimonianza di un operaio di Natal: “Ho venduto biglietti per sfamare la famiglia”

natal2Domani Italia e Uruguay si giocheranno, a Natal, la qualificazione agli ottavi di finale. Chi perde, è fuori da giochi. Le due nazionali si affronteranno allo stadio Arena da Dunas, uno dei tanti impianti di questo Mondiale nato praticamente nel nulla: da un lato la parte più benestante della popolazione brasiliana, quella delle metropoli; e, dall’altro, invece, le favelas, le baraccopoli costruite a ridosso delle città.

Il quotidiano “La Repubblica”, in un reportage esclusivo, ha visitato i meandri della stadio con Ney Da Silva, operaio 32enne che, con alcuni colleghi, per due anni ha contribuito alla costruzione del colosso di Natal. “Abbiamo dovuto correre – confessa Ney – ma l’importante è che dentro sia finito, no? Tanto dopo il Mondiale chi vuole che ci vada in uno stadio da 40mila posti? Qui da noi quando ad una partita si arriva a 900 sono già in tanti…”.

“Con tutta calma – ammette il manovale –  poi lo finiamo. Prima ci sarà da ricostruire il bairro di Mae Luiza che è venuto giù la settimana scorsa con l’ultima alluvione. Ma insomma ci penserà la governatrice che questo è lavoro suo. Quelli che protestano hanno ragione, si guardi intorno: qui non c’è niente”.

Nonostante il lavoro sia stato quasi ultimato, però, Ney è uno dei tanti brasiliani che non naviga sicuramente nell’oro.“Quando sono venuti BebetoRonaldo, la governadora e tutte le autorità al cantiere, qualche mese fa, a dire che ci avrebbero regalato due biglietti per andare allo stadio, a noi operai, ho pensato subito: li vendo. Poi alla fine ce ne hanno dato uno solo, non so perché. A me è toccato quello di Stati UnitiGhana“.

“L’ho venduto per 250 real (poco meno di 100 euro) e li ho dati a mia moglie Mariana, sennò mi scappano di mano e spariscono. Lei mette via i soldi per comprare una lavatrice, lavora tutto il giorno e non ce la fa a lavare i panni di tutti. È cameriera a chiamata nel resort più grande di Praia de Ponta Negra, lavora a giornate, 30 real al giorno”.