Vietare il sesso ai giocatori durante il Mondiale significa vedere seriamente compromesso il proprio cammino. A rivelarlo è il sito Quartz, che ha fatto una classifica delle varie nazionali in base alle regole imposte dagli allenatori rispetto all’attività sessuale. Chi, fino ad ora, ha usato la linea del rigore in tal senso è stato eliminato, mente le nazionali più permissive sono andate avanti. Tranne la nostra, eliminata al primo turno.
L’ormai ex ct, Cesare Prandelli fin dall’inizio ha consentito ai giocatori di trascorrere i giorni in Brasile con mogli e fidanzate. Lo scopo iniziale era quello di creare un ambiente sereno attorno ai giocatori. Evidentemente, però, la via intrapresa da Prandelli non è stata poi così tanto azzeccata. Stessa fine hanno fatto Spagna, Inghilterra e Australia, anch’esse votate a un ritiro “permissivo”, tutte eliminate al primo turno.
In testa, nel campo delle permissività ovviamente, c’è l’Olanda che, nonostante tutto, è ancora in piena corsa anche in questo Mondiale insieme ad altre nazionali più permissive in fatto di sessualità come la Germania, che ha però imposto l’astensione prima della gara.
Il Brasile ha optato per la stessa linea dell’Italia, con una sola differenza però: i giocatori possono fare sesso ad eccezione, però, di quello acrobatico per evitare infortuni. Anche i francesi possono farlo a patto di non prolungare l’attività per tutta la notte. Le misure del Costarica sembrano aver fatto scuola a tutti: si al sesso nel girone eliminatorio, astinenza dagli ottavi di finale in poi.
Chi, invece, ha vietato in modo categorico ogni rapporto di tipo sessuale è uscito già al primo turno: dalla Russia di Capello, alla Bosnia di Pjanic e Dzeko, passando per Messico eCile. Ora non resta che vedere se la finale sarà tra Olanda e Brasile: un vero trionfo dei ritirisoft.