Una squadra imbarazzante, disordinata, con poco equilibrio e grandi problemi nella costruzione del gioco, e che si affida in prevalenza all’ispirazione di Neymar, il quale però non sempre riesce a risolvere le partite da solo. E’ la fotografia del Brasile di oggi, della Selecao che improvvisamente ha fatto nascere un dubbio il tutto paese: ma questa squadra è in grado di vincere il Mondiale di casa? Duecento milioni di brasiliani si sono svegliati con meno certezze di prima, quasi la vita non fosse più la stessa di quando il secondo posto non era neppure preso in considerazione. Va ancora peggio a quelli di Rio, ai carioca, che in questi giorni devono sopportare gli eccessi dell’invasione argentina. Migliaia di supporter dell’Albiceleste, in attesa di spostarsi a Belo Horizonte, sono ancora nella Città Meravigliosa, e urlano, si sbronzano e festeggiano come se fossero già campioni, ancor più dopo aver visto questo Brasile. Che, secondo la stampa di qui, è stato umiliato anche dal punto di vista del tifo dato che, come hanno scritto in molti, i diecimila messicani presenti allo stadio di Fortaleza si sono fatti sentire molto più della torcida gialloverde. Intanto, mentre in molti rimpiangono la mancanza di un ‘regista‘ e il grande Tostao, ora apprezzato commentatore, ribadisce che “a questo Brasile servirebbe un Modric“, è già scattato il processo a Felipao. Scolari non viene ancora definito un “burro“, ovvero un asino come alcuni suoi predecessori, ma si comincia a contestare alcune sue scelte. Davvero, anche se il ct ha la fissazione dei mediani ‘alla Dunga’, non c’era nessuno con più qualità da mettere a centrocampo? E per il ruolo di prima punta Fred e Jo sono l’ideale? Maicon, che fa anche la fase difensiva, non sarebbe meglio di Dani Alves? Tutti interrogativi che i brasiliani si pongono sottolineando che se ieri il Brasile non ha vinto non è stato solo a causa dei miracoli del portiere messicano Ochoa, ma anche per carenze effettive del team di casa. Ma per Scolari non ci sono problemi, ha visto (solo lui) “una squadra migliorata del 10% rispetto al match con la Croazia“, e il colpevole è già stato individuato, secondo un canone classico: i giornalisti. “La mia opinione, ed è la mia e non la vostra – ha detto ieri dopo la partita rivolgendosi in modo brusco ai reporter –, è che la squadra ha giocato meglio che contro la Croazia, migliorando almeno di un 10%. Sono soddisfatto, e vedrete che non finisce qui, ci saranno ulteriori progressi. Alcuni dei miei sono in calo rispetto alla Confederations Cup dell’anno scorso? Non concordo assolutamente. Voi avete la mania di pensare che non esistano gli avversari, invece ci sono, e il Messico ha giocato alla pari con noi. Potete fare trecento illazioni, ma io continuo ad avere fiducia in questa nazionale“. Ma i giornalisti hanno anche la colpa di aver scritto, in molti, che quello di Lovren su Fred in Brasile-Croazia non era un fallo di rigore, e questo Scolari non riesce proprio a ‘digerirlo’. “Avete solo criticato per la storia di Fred – ha sottolineato – e adesso che succede? Non daranno più rigori al Brasile, com’è successo con Marcelo?“. Insomma la trattenuta in area sul terzino sinistro per Felipao era da punire con il penalty, ma non è attraverso il vittimismo che la Selecao potrà risolvere i suoi problemi e ridare speranza a un popolo improvvisamente privo di certezze calcistiche. La paura di un altro ‘Maracanazo‘ adesso si sente.