Gli effetti della Brexit sulla Premier League potrebbero esser notevoli. Pensate che il 65% dei giocatori che militano nel massimo campionato d’Inghilterra sono stranieri. Ma con il successo del Brexit, cosa succederà? I trasferimenti dei giocatori provenienti dall’UE in Premier League, ad esempio, potrebbero essere regolamentati dalle attuali norme relative al mercato dei calciatori extracomunitari. Questa sembra proprio essere la soluzione più plausibile, ma che comporta qualche complicazione. Con l’inserimento di suddetta regola, per giocare in Premier League i calciatori dovrebbero quindi ottenere un permesso di lavoro richiedibile solamente dopo aver disputato almeno il 30% delle partite della loro Nazionale (la percentuale richiesta dipende dal ranking FIFA) negli ultimi due anni.
Passando dalle parole ai numeri, al momento solo 50 dei 161 stranieri presenti in Premier League avrebbero diritto a giocarci. Sarebbe una rivoluzione assolutamente clamorosa, che porterebbe la Premier League ad investire per forza di cose sui giovani inglesi. Alcuni calciatori come ad esempio Borini, per citarne uno a caso, non potrebbero ottenere il permesso di lavoro dato che non fanno parte del giro della Nazionale. Inoltre potrebbe aggravarsi anche la situazione economica dato che la Sterlina al momento sembra essere destinata a perdere terreno nei confronti dell’Euro, facendo così perdere potere economico alla Premier League. Ecco dunque alcuni dei motivi per i quali i vertici del calcio inglese spingevano per restare in Europa…