Conferenza stampa di vigilia per Cristian Brocchi. Il tecnico rossonero ha parlato della sfida di domani contro il Verona utilizzando una metafora per spiegare il momento del Milan: “I giocatori la fiammella accesa ce l’hanno ma non sono ancora in grado di avvicinarla a quella del compagno: la speranza è che ci arrivino accendendo un bell’incendio”.
Brocchi racconta poi un retroscena legato a Bacca che contro il Carpi ha lasciato il campo senza andare in panchina per una sostituzione non gradita. Il colombiano ha parlato ai compagni nello spogliatoio: “E’ stata una delle scene più emozionanti che ho vissuto in spogliatoio, è stata coinvolgente, vera, sincera, ha aggiunto qualcosa nell’unione nel gruppo – ha raccontato il tecnico rossonero – Cosa mi aspetto ora da Bacca? Da lui e da tutti voglio una reazione di orgoglio, una prova di squadra: devono aiutarsi nei momenti di difficoltà e abbracciarsi quando c’è da abbracciarsi”.
Parlando del cambio di modulo, Brocchi spiega: “Gli unici che non hanno digerito il cambio di sistema sono al di fuori dello spogliatoio. Loro sono contenti, fiduciosi e vogliosi di conoscere. Nessuno ha detto che il 4312 sia al centro dei nostri problemi. Nella mia composizione del centrocampo valuterà i giocatori per caratteristiche, credo che la scelta dei giocatori da mettere in campo sia in funzione di questo, in base alle caratteristiche”.

In merito al Milan dei giovani: “Il progetto nasce da sotto, deve portare dei ragazzi pronti per giocare in prima squadra. E’ iniziato sotto e sopra ancora no, stiamo lavorando per far si che questo succeda. Se dovessi restare qui l’anno prossimo vorrei portarlo avanti. Se invece non dovessi esserci io qui l’anno prossimo, e ci sarebbe un nuovo tecnico con altre idee, potrebbe anche bloccarsi questo progetto. Non voglio dare un contentino ai ragazzi”.
Sul concetto di insistere sul possesso palla, Brocchi precisa: “Non abbiamo avuto il tempo in queste 13 ore di fare tutto, se ci togliessimo dalla posizione della critica a a prescindere, qualcosa sotto il profilo del possesso palla l’abbiamo fatto. Si è vero, è stato sterile, ma se non inizi dal possesso palla non puoi arrivare ad avere una fase offensiva con una buona finalizzazione. Il processo inizia da qui, dal tenere palla tra i piedi. In questo step iniziale sono contento”.
Infine sul suo atteggiamento pacato in panchina, il tecnico rossonero dichiara:“Mi arrabbierò quando la squadra avrà capito a pieno i miei concetti e nonostante questo qualcuno farà di testa sua. Ora non posso avere la presunzione di aver imposto in 13 ore i miei concetti e le mie idee. Lavoriamo per far accorciare i tempo, sono fiducioso e ci credo ma un passo alla volta”.