E’ finalmente arrivato il momento tanto atteso della conferenza stampa del portiere Buffon, un’altra stagione è trascorsa per l’estremo difensore bianconero e si è conclusa con la vittoria di campionato e Coppa Italia. Adesso è arrivato il momento di pensare al futuro, il portiere della Juventus svela le intenzioni, tanti giornalisti presenti per l’annuncio di Buffon. Parla Agnelli: “Buongiorno a tutti i presenti. Trovare le parole è stato difficile, comincio dal numeri. 269 sono state sue partite, ha il record di imbattibilità ed è stato 89 volte capitano della Nazionale. Ha vinto di tutto ed ha 26 trofei in 22 anni di carriera. E’ una persona altruista, carismatica, trasparente, ambiziosa. E’ un amico e il capitano. E’ stato in paradiso ed è sceso all’inferno. Noi gli saremo sempre grati. Questo anno è stato logorante, lui se lo aspettava diverso. Volevamo andare in Russia per giocare il suo sesto Mondiale. Si è visto sfumare una finale di Champions e ha visto segnare qui Koulibaly per poteva farci sfuggire lo scudetto. Poi c’è stata la finale di Coppa Italia e la gara con la Roma. Gli eventi di questo anno non fanno cambiare la programmazione della Juventus. Noi sappiamo che il prossimo anno la porta della Juventus sarà gestita da Szcz?sny. Gigi ha proposte sia per continuare a giocare che non. Io voglio solo dirgli grazie!”.

Poi è il turno di Buffon: “Volevo ringraziare il presidente che a parte il ruolo istituzionale per me è qualcosa di più. Abbiamo sviluppato un rapporto unico di vicinanza e condivisione oltre che amicizia. Abbiamo condiviso i valori dell’onestà e della lealtà. Sabato sarà la mia ultima partita con la maglia della Juventus. Voglio finire con due vittorie importanti con l’accompagnamento di Andrea, dei miei compagni e del tifo. Non volevo arrivare come un giocatore con il motore fuso. E non è così, e sono orgoglioso di questo. Sabato giocherò una partita che è la mia unica certezza. Andrea è a conoscenza di quello che sta accadendo ed è un consigliere del quale non voglio privarmi. Fino a 15 giorni fa era risaputo che avrei smesso di giocare, adesso sono arrivate delle proposte e delle sfide stimolante sia in campo che fuori. La più importante mi è arrivata proprio da Andrea e dopo questi tre giorni densi di emozioni, prossima settimana dopo qualche riflessione serena prenderò la decisione definitiva. Seguirò ciò che urla la mia indole e la ma natura. Quest’anno è stato snervante e stancante, qualche perplessità per lo scudetto c’era dopo Juve-Napoli, dovevamo capire se eravamo ancora noi. E per l’ennesima volta abbiamo dato una risposta incredibile”.
“Su un possibile altro anno deciderò la prossima settimana e non cambierà nulla nel mio umore. Nella mia testa ero già un ex giocatore fino a 15 giorni fa quindi qualunque cosa succederà sarò felice. L’importante era non macchiare questa mia vita nella Juve e non deludere certe persone che hanno creduto in me. La Juve è una società seria e deve programmare il futuro, sono il primo a capire questo e ho pensato fosse giusto proseguire così. Volevo solo finire nel miglior modo possibile. La Juve non scordiamoci che ha un portiere di un valore eccelso. Non posso dire io se questa sia la Juve più forte, mancherei di rispetto a chi ha vinto qualcosa di più importante. Questa è la più solida e la più testarda. Proposte in Italia? Solo belle favole e cose romanzate ma niente di più. Per quanto riguarda la Nazionale ho detto che se Buffon era diventato un problema tre mesi fa, non osa pensare cosa possa esserlo oggi. Diventerebbe qualcosa di complicato da gestire e dal quale voglio tenermi lontano perché non penso di meritarlo. La Nazionale ha grandi e giovani portieri che devono fare le loro esperienze”.

Sulla possibile squalifica dopo la gara di Champions League contro il Real Madrid: “In campo l’arbitro ha decretato un’espulsione che oggi non ho ancora capito e su cui che anche voi dovreste riflettere. Invece per quello che ho detto fuori dal campo, è evidente che io abbia trasceso e ne sono dispiaciuto perché in 23 anni di Champions non sono mai nemmeno stato espulso e squalificato. Ho sempre avuto una condotta educata. Era una situazione particolare e a distanza di giorni ho detto che il Buffon di quella sera, con quei sentimenti, non poteva che dire quelle cose. Passati due giorni mi è dispiaciuto aver offeso l’arbitro che alla fine è un essere umano che fa un lavoro difficile. Se lo avessi visto lo avrei abbracciato e gli avrei chiesto scusa ma confermando il mio pensiero. Io sono uno che non porta rancore. La Juve per me è una famiglia e io sono onorato di essere considerato così. Ma devo anche dire che la Juve è una società che programma il futuro. Se dovessi essere considerato utile per la causa per me la Juve avrà sempre la precedenza ma non deve essere un’imposizione o qualcosa che devo sentire un diritto. La Juve con me è pari per tutto quello che mi ha dato”.