”Sono orgoglioso di cio’ che abbiamo fatto. Non e’ il caso di fare festa, pero’ credo che in molti abbiano apprezzato il nostro modo di giocare e anche di soffrire”. Gigi Buffon ancora una volta ci mette la faccia, l’Italia stremata di Fortaleza non e’ riuscita a raggiungere la finale di Confederations Cup perdendo ai rigori contro la Spagna, probabilmente in modo immeritato nonostante il calo nei tempi supplementari, e ora viaggia verso Salvador, dove ha gia’ affrontato il Brasile e trovera’ l’Uruguay nella sfida che vale il terzo posto. E’ un’Italia ”uscita a testa alta”, come sottolinea Buffon, dallo stadio-fornace del Castelao, dopo aver giocato alla pari, se non meglio, dei campioni del mondo, la stessa squadra che, appena un anno fa, aveva umiliato gli azzurri nella finale europea di Kiev. Li’ non ci furono discussioni, stavolta invece i rimpianti sono molti. ”Non pensavo che avremmo avuto una capacita’ di soffrire cosi’ alta – dice capitan Buffon – e per questo dico che dobbiamo essere dispiaciuti ma non piu’ di tanto. Il calcio e’ cosi’, ai rigori vince soltanto una squadra e, anche se fa male, bisogna accettare il concetto che una volta tocca a te e una agli altri. A me dispiace soprattutto non essere riuscito a bloccare il tiro di Iniesta: mi e’ passato vicinissimo alla mano e se lo avessi preso ora forse staremmo a raccontare una storia diversa”. Pensando ai tiri dal dischetto, c’e’ anche un altro rimpianto: ”al momento dei rigori – dice Buffon – ho pensato a cosa sarebbe successo se ci fosse stato Balotelli, che non ne sbaglia mai uno. Ma eravamo rimaneggiati e in un caso come questo puoi fare poco. Peccato…”. Cosi’ e’ andata male, al n.1 nazionale non e’ neppure servito il rito scaramantico di girare le spalle e non guardare i penalty degli avversari, e a Salvador e’ in arrivo un’Italia stremata che dovra’ fare la conta dei disponibili per una sfida che in fondo conta poco, anche se il terzo posto in questo torneo e’ pur sempre un risultato di un certo prestigio. E poi si sa che le manifestazioni Fifa contemplano sempre anche una ‘finalina’. ”Ora vedremo se in squadra ci sono altre perdite – dice Buffon -, pero’ intanto faccio notare che nei momenti che contano l’Italia c’e’ sempre. Ho sempre detto, e lo ribadisco adesso, che cio’ accade per via di qualche nostra dote tecnica ma anche per l’attaccamento alla maglia della nazionale, che ci fa superare ostacoli a prima vista insormontabili”. ”Se fossimo arrivati in finale – scherza poi Buffon riferendosi alla stanchezza -, forse lo avremmo fatto a quattro zampe. Sarebbe stato comunque bellissimo perche’ una partita del genere al Maracana’ non capita tutti i giorni. Ma non ci succedera’, almeno adesso, anche se posso pensare che con la Spagna sarebbe finita diversamente se fossimo stati al 100%. In ogni caso, ero certo che avremmo fatto bella figura. Ora cerchiamo, nei limiti delle nostre forze, di replicare con l’Uruguay, perche’ mancano ancora pochi giorni alle vacanze”.
Buffon: “Sono orgoglioso dei ragazzi, ora pensiamo all’Uruguay”