“Io uno con quel nome non lo prenderei mai”, disse Luciano Moggi quando il Milan ufficializzò l’acquisto dal San Paolo di Kakà: l’ex dg della Juventus fece sicuramente una battuta di spirito, ma con il senno di poi chissà se l’avrebbe detta lo stesso.
Tutta l’Italia pallonara impiegò pochissimo a dimenticare il doppio senso del nome: 68 minuti per l’esattezza, i primi giocati dal brasiliano ad Ancona, quando con un sombrero ed un lancio illuminante creò l’azione del secondo gol di Shevchenko.
Di lì in poi arriveranno altri 8 anni di magie, gol, scatti, dribbling e sopratutto trofei: uno scudetto, una Champions League, una Supercoppa Italiana, una Supercoppa Europea, un Mondiale per Club e dulcis in fundo, il Pallone d’Oro del 2007.
Kakà ha segnato in maniera indelebile il calcio italiano dei primi anni 2000: un giocatore assolutamente atipico per qualità, velocità e classe, un fuoriclasse capace di attirare le simpatie di tutti i tifosi, anche i non milanisti.
Un amore vero, tra il brasiliano ed il Milan, terminato in modo burrascoso alla fine del 2009, a causa dei conti in rosso e di un talento che stava cominciando a soccombere davanti alle non perfette condizioni fisiche: 67 milioni di euro dal Real Madrid, con buona pace dei tifosi, che da lì in poi hanno lentamente svuotato San Siro, ogni anno di più.
4 anni di alti e bassi a Madrid, per riprendere la strada mai dimenticata e per sentire ancora una volta il Meazza urlare il suo nome ed esultare ad ogni sua prodezza: non era più il Kakà dei tempi d’oro, ma il suo ritorno rossonero è stato tutt’altro che negativo, in una stagione a livello di squadra letteralmente fallimentare.
Giusto il tempo di togliersi qualche altro sfizio: le 300 presenze in rossonero e sopratutto il traguardo dei 100 gol, tagliato lo scorso 6 Gennaio nella gara interna contro l’Atalanta (in cui segnò una doppietta).
Oggi il brasiliano con la faccia da bravo ragazzo e i piedi baciati dalla provvidenza compie 33 anni: tutto il calcio italiano si unisce nel fare i migliori auguri all’ultimo Pallone d’Oro visto nel nostro campionato, uno degli ultimi grandi fuoriclasse.