Occhi lucidi dall’emozione e lacrime che non smettono di scendere, Cosenza piange disperata e affranta. Quasi incredula, sicuramente smarrita. Perché no, non può essere bastata una sola notte ad alleviare il dolore, né basteranno le prossime dieci, trenta, cento e così via: il vuoto lasciato dalla scomparsa di Gigi Marulla non potrà mai essere colmato nemmeno col tempo, perché quel centravanti che con i suoi gol ha fatto sognare la Cosenza del pallone ha avuto la capacità di andare oltre il campo, di ritagliarsi un spazio infinito nel cuore di un popolo che lo ha eletto spontaneamente a proprio condottiero.
E che oggi lo accompagna commosso nell’ultimo straziante saluto, carezza finale piena di sentimento e rispetto per un grande uomo, prima ancora che un calciatore straordinario. Nessun articolo o reportage potrà mai spiegare con esattezza cos’è stato Marulla per Cosenza, impossibile. Giocatore prima, allenatore dopo. Idolo, sempre. Marulla è stato l’emblema di quel calcio povero ma leale che oggi non esiste più, fatto di passione, sacrifici e valori; così lontano da riflettori, veline, discoteche e qualsiasi altro eccesso. Gigi non ne ha avuto mai bisogno, Gigi è andato oltre. Ha ottenuto il rispetto di tutti i, compagni e avversari, con la serietà e il sudore sul campo.
Idolo di intere generazioni di ragazzini calabresi, tutti ad emulare quel numero nove che faceva sognare i loro padri. ‘Marulla e altri dieci’, inutile pure da spiegare… E via con 330 presenze e 91 gol, diventati 100 con quelle nove reti messe a segno nel corso della gara celebrativa del centenario del club, con il San Vito, il suo regno, ad asciugarsi gli occhi dal l’emozione. Esattamente come oggi, anche se purtroppo queste lacrime hanno il sapore amaro dell’addio. O semplicemente arrivederci. Perché Marulla in quegli occhi che oggi lo piangono disperati continuerà a vivere ogni giorno, scaldando cuori, regalando emozioni. Che sia un gol o un sorriso, cambia poco, quasi nulla. Buon viaggio Gigi. Cosenza è al tuo fianco. Come sempre.
