Tra le note piu’ positive dell’Italia nel vittorioso esordio contro l’Inghilterra ai Mondiali c’e’ sicuramente Matteo Darmian. Il 24enne terzino del Torino e’ entrato nel gruppo in punta di piedi, ma in breve tempo si e’ ritagliato un ruolo da primattore. Un’ascesa-lampo, quella di Darmian, che ricorda da vicino il percorso compiuto in nazionale da uno dei migliori terzini nella storia del calcio italiano, Antonio Cabrini. In vista del Mondiale del 1978, Enzo Bearzot lo inseri’ tra i convocati sebbene non avesse ancora giocato un solo minuto in azzurro e in breve gli consegno’ le chiavi della fascia sinistra. Cabrini ne sarebbe diventato signore e padrone per quasi un decennio, passando poi il testimone a un altro grande – Paolo Maldini – e ora si augura che Darmian possa seguire il suo esempio. “In prospettiva futura Darmian potrebbe diventare un punto di forza della linea difensiva azzurra – dice a Uefa.com l’attuale Ct dell’Italia femminile -. Durante la stagione ha dimostrato di essere un giocatore di valore e questa esperienza gli dara’ l’opportunita’ d crescere e migliorarsi anche a livello internazionale. Proprio come me nel ’78, ha fatto molto bene nella prima partita di un Mondiale, anche se fare paragoni e’ sempre difficile perche’ il calcio e’ molto cambiato”. Il ritorno a un tipo di calcio che preveda lo sfruttamento intensivo delle fasce potrebbe dunque essere strumentale per l’ascesa di Darmian, come sottolinea lo stesso Cabrini.
“C’e’ stato un decennio in cui il ruolo di esterno – offensivo e difensivo – e’ stato tenuto in scarsa considerazione. Determinate scelte tecniche hanno portato a modificare i moduli che sfruttavano le fasce, poi via via il ruolo e’ stato ripreso e ora si stanno mettendo in luce nuovi interpreti, come Darmian, che sono ideali per ricoprire quel ruolo”. Alla luce di queste parole, non e’ un caso che il gol-partita di Mario Balotelli contro l’Inghilterra sia nato da una manovra sulla fascia, proprio sull’asse Darmian-Antonio Candreva. Cabrini sa bene che questa e’ una risorsa importante per l’Italia e che tocchera’ a Prandelli sfruttarla nel modo migliore: “Lui ha in mano la squadra e conosce meglio di tutti il termometro della condizione. Ha le sue idee e le portera’ avanti, non credo che abbia bisogni di consigli”. Altri giovani lanciati dal ct, Marco Verratti e Ciro Immobile: “Verratti gioca a Parigi e Immobile ha scelto di trasferirsi a Dortmund. Sono due palcoscenici importanti che garantiranno ad entrambi i giocatori ottime possibilita’ di crescita. Questo non potra’ che favorire il lavoro di Prandelli e la loro affermazione in nazionale”, dice Cabrini che avverte: “Dopo una sola partita e’ bene non sbilanciarsi troppo, ne’ in positivo, ne’ in negativo. Penso che il passaggio piu’ difficile sara’ il superamento della fase a gironi, da li’ in poi – conclude – tutto potrebbe accadere”.