Si è concluso il calciomercato di Serie A, dopo due mesi di trattative, acquisti, cessioni e affari saltati. Andiamo a valutare il modo in cui si sono mosse le venti squadre del massimo campionato italiano: ecco a voi il pagellone.
Atalanta 6 – E’ stato un calciomercato senza particolari squilli di tromba quello orobico: sufficienza non proprio piena. Il reparto che suscita maggiori dubbi è il centrocampo, che ha visto le partenze di Cigarini e De Roon, forse non sostituiti a dovere. La speranza è che il giovane Kessiè, partito alla grandissima, mantenga costanza di rendimento per tutto il campionato. Paloschi è sicuramente il pezzo da novanta ed è dai suoi goal che dovrà passare la salvezza dell’Atalanta: non dovesse agire secondo le aspettative, sarebbe un grosso problema. Il vero colpo di mercato, però, è stato trattenere il ‘Papu’ Gomez, nonostante le pressanti richieste, in particolare, del Sassuolo. Zukanovic è un buon innesto e Spinazzola può essere una sorpresa. Positivo anche il ritorno di Grassi, nella speranza che a Napoli non si sia bruciato. E’ arrivato Berisha ma Sportiello è rimasto: si prospettano musi lunghi in casa dei bergamaschi.
Bologna 6 – Calciomercato in chiaroscuro quello condotto dal Bologna. Partiamo da alcune cessioni che si faranno sicuramente sentire: Rossettini, Diawara e Giaccherini hanno giocato un ruolo fondamentale lo scorso anno. Darli via, però, era diventato inevitabile. Un difensore centrale, ad esempio, avrebbe fatto comodo. Al reparto arretrato è stato invece aggiunto il solo Torosodis, arrivato dalla Roma insieme a Sadiq. Il nigeriano fungerà da vice Destro, un ruolo che andava sicuramente coperto. Abbondanza di trequartisti e attaccanti esterni, la maggior parte di quali molto giovani: da Verdi a Di Francesco, passando per Krejci, Donadoni ha un’ampia scelta. Occhio soprattutto al ceco, che può essere un’autentica sorpresa. Dzemaili è un buon rinforzo per il centrocampo e di registi ne sono arrivati due: Nagy e Viviani, dal quale ci si aspetta molto. Il problema, grosso, rischia di essere il portiere: Mirante non sta bene, ieri è arrivato Gomis, mai utilizzato in Serie A e mai del tutto convincente nell’arco della propria carriera. Il pericolo è che si passi da un estremo all’altro.

Cagliari 7 – E’ una neopromossa e, come tale, dovrebbe lottare per la salvezza. Tuttavia parliamo di una squadra che ha le carte in regola per piazzarsi nella parte sinistra della classifica. Giulini ha messo mano al portafogli, regalando a Rastelli rinforzi di assoluto spessore. Padoin è reduce dal quinquennio pluriscudettato alla Juventus, Ionita ha già dato prova di poter fare molto bene in Serie A, Bruno Alves è in là con gli anni ma aggiunge esperienza alla difesa. Borriello, poi, ha le carte in regola per assurgere ad affare dall’anno: ingaggiato da svincolato, è partito ingranando la quinta. E occhio anche ad Isla che, se rilanciato, assicurerà assist in quantità sulla fascia destra. Sembrava fatta per Mati Fernandez ma, in extremis, è stato portato via dal Milan. Poco male, mentre sarebbe stato utile un laterale mancino. I tifosi, però, non hanno assolutamente di che lamentarsi.
Chievo 5,5 – Ci si sarebbe aspettata qualcosina di più sul fronte clivense. In porta, via una garanzia come Bizzarri, ne è arrivata un’altra anche superiore all’argentino, come Sorrentino. A centrocampo si è puntato su De Guzman e Bastien. Considerato che la squadra non ha chiuso cessioni importanti, è un calciomercato che potrebbe anche soddisfare. Tuttavia, sarebbe stato opportuno concludere un acquisto nel reparto d’attacco. La cessione di Paloschi, risalente allo scorso gennaio, non è mai stata compensata.
Crotone 4,5 – Dispiace essere così severi con la realtà calabrese, alla prima esperienza in Serie A. Tuttavia la parola d’ordine, in sede di calciomercato, è stata risparmio. Si è cercato di completare la rosa puntando su giocatori poco conosciuti o comunque a basso costo. Quel che ha fatto, più o meno, il Carpi lo scorso anno, con risultati evidenti. Le incognite sono tante, forse troppe. Per l’attacco sono stati scelti elementi che in Serie A hanno giocato poco o nulla: da Simy, reduce dal titolo di capocannoniere della Serie B portoghese, a Trotta e Falcinelli, che a Sassuolo non si sono visti molto. Discorso simile per Tonev, che a Frosinone è andato tra pochi alti e molti bassi. A centrocampo la speranza è che i nuovi acquisti, su tutti Gnahorè e Mazzarrani, possano dare un buon contributo. Per tacere della difesa, il reparto che più avrebbe necessitato di rinforzi di un certo tipo e i cui nuovi innesti, come Ceccherini, destano tante perplessità. L’affare migliore è stata la conferma di Capezzi, nonostante il passaggio di quest’ultimo alla Sampdoria. Situazione precaria.
Empoli 5,5 – Il calciomercato dei toscani era partito in maniera assai interessante. Si era puntato su giocatori esperti e di qualità, come Pasqual e Gilardino, due dei quali non si può che dire bene. Il problema è che, nel reparto di centrocampo, non si è ovviato alle partenze di Zielinski e Paredes. E’ arrivato Josè Mauri dal Milan, praticamente reduce da un anno di inattività, dovuta allo scarso utilizzo fattone la scorsa stagione. E poi? Poca roba, davvero. Occhio, comunque, al giovane Di Marco, laterale mancino arrivato in prestito dall’Inter. Ha le qualità per fare bene, anche se ha davanti Pasqual. In difesa Bellusci non accende entusiasmi. Ottima la permanenza di Saponara.

Fiorentina 5,5 – Ci si aspettava molto di più dei tanti giovani presi da Corvino, specializzato nel genere. Da Diks ad Hagi junior, i prospetti interessanti sono tanti. E tuttavia serviva altro. Bene Carlos Sanchez per il centrocampo. Incognita Salcedo per la difesa, meglio De Maio. E poi? E poi tanti affari non portati a termine. Si sperava nell’arrivo di Jovetic in attacco, da dove è uscito Giuseppe Rossi. Si sperava in un difensore centrale di alto calibro. E non si pensava di certo che Marcos Alonso andasse via: vero è che 28 milioni sono difficile da rifiutare e la speranza è che Maxi Olivera sia all’altezza. Insomma, la squadra ha parecchie lacune e i malumori di Paulo Sousa pare non abbiano tardato ad emergere.
Genoa 6,5 – Come al solito, il club rossoblu ha acquistato e venduto tanto. Stavolta, però, l’impressione è che il calciomercato sia stato condotto in maniera molto oculata, senza comprare alla rinfusa. Il fiore all’occhiello potrebbe essere il giovane Ocampos, in cerca di riscatto e con un buon bagaglio di talento. Il cavallo di ritorno Miguel Veloso dovrebbe dare geometria al centrocampo. Gentiletti è difensore di esperienza e carisma, l’importante è che non aggiunge lentezza ad una difesa che non brilla per mobilità. Ecco perché sarà utile Renzetti, preso anche in ossequio alle regole da seguire nella composizione della lista dei venticinque che potranno giocare in Serie A. Bene, nell’ultimo giorno di mercato, il ritorno di Edenilson. Il vero capolavoro, però, è avere trattenuto Rincon e Pavoletti.
Inter 7,5 – Un mercato controverso, quello dell’Inter. Dobbiamo partire da un presupposto: c’era urgenza di un laterale difensivo e di un regista. E’ arrivato Ansaldi, che va bene eccome, al netto dei suoi problemi fisici. Tuttavia andava fatto un ulteriore sforzo. E a centrocampo manca uno in grado di dettare i ritmi. Inoltre, non sarebbe stato male puntare un difensore centrale di riserva più affidabile di Ranocchia. E’ bene ribadire che la nuova proprietà cinese ha fatto investimenti pesanti, ai quali non si può non rendere merito. In primis quello su Candreva, calciatore che aumenta, di molto, il potenziale offensivo della squadra. Grossa attesa anche su Joao Mario, costato però un po’ troppo. Banega, che sulla carta è un affare da novanta, in quanto svincolato, rischia di tradursi in un equivoco tattico. De Boer vuole farne il regista dell’Inter, lui è più un trequartista. Gabigol, infine, promette quantità e qualità in termini di goal. Nota stonata la vicenda Jovetic, che rischia di rimanere bloccato per tutto l’anno tra panchina e tribuna.

Juventus 9 – La Juventus era già la squadra più forte. Dopo questo calciomercato il rischio è che il divario con le rivali si sia ingrandito. Vero, è andato via Pogba e l’assenza, dal punto di vista tecnico, non va assolutamente sottovalutata. Sono stati tuttavia incassati 105 milioni di euro e questo rende meno amaro il tutto. Ad alleggerire il peso della partenza del francese è, però, l’intera campagna acquisti condotta da Marotta e Paratici. Serviva un laterale destro di qualità ed è arrivato Dani Alves, che non ha bisogno di presentazioni. Era importante sostituire Morata ed è stato preso Higuain, un altro del quale non serve dire altro. Cuadrado ha scelto di tornare a tutti i costi e, alla fine, è stato accontentato: giocatore quasi unico nel suo genere. A centrocampo si è puntato su Pjanic e peccato per il mancato arrivo di Witsel che, però, sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta. E occhio anche a Pjaca, che può essere la rivelazione del campionato, come detto ad Allegri. Notevole l’innesto, in difesa, di Benatia, nel recente passato tra i migliori difensori del campionato italiano. Insomma, la Juve è la regina del mercato.
Lazio 6 – E’ andato via colui che, senza dubbio, era il miglior giocatore della squadra: parliamo di Candreva, volato all’Inter. Il calciomercato dei biancocelesti è stato comunque abbastanza movimentato. Il colpo è Immobile, che ha le carte in regola per essere un buon erede di Klose. In difesa alla prima uscita ha ben impressionato Bastos, qualche incognita la riserviamo per Wallace. Leitner rischia invece di non aggiungere nulla alla squadra di Simone Inzaghi. Punto interrogativo su Jordan Lukaku: agli Europei ha fatto malissimo, sin qui con la Lazio non è dispiaciuto. L’ultimo arrivato è Luis Alberto, preso dal Liverpool: talento ne ha tanto, dubbi su costanza e personalità.
Milan 4,5 – E’ davvero triste vedere il Milan in queste condizioni. Ma senza soldi non si canta messa e i rossoneri, di denaro, non ne avevano molto da spendere. E’ una rosa con tante lacune, quella a disposizione di Montella, il quale dovrà fare nozze con i fichi secchi. L’investimento fatto sul trentunenne Sosa lascia perplessi, anche per la scarsa incidenza avuta dal ‘Principito’ nelle sue esperienze precedenti in Serie A, col Napoli, e in Bundesliga. Lapadula rischia di essere stritolato dalla concorrenza di Bacca e Gustavo Gomez pare il classico ripiego su cui si è puntato giusto per prendere un difensore qualunque. E al Milan, invece, sarebbe stato opportuno prendere un centrale difensivo di ben altro livello. Ci ha provato, Galliani, ma non è riuscito. E’ riuscito invece, all’ultimo momento, a strappare Mati Fernandez al Cagliari, facendo infuriare i sardi. E’ un buon giocatore il cileno, ma nulla più. Mistero Pasalic, giovane dai piedi buoni con problemi fisici non da poco alle spalle. Ridateci il Milan. Il vero Milan.

Napoli 8,5 – Ok, ha perso Higuain ma è stata una perdita ripagata da un incasso notevole. Un incasso che ha permesso a De Laurentiis di investire pesantemente ed ovviare a quello che era il problema principale del Napoli: la mancanza di alternative ai titolari. In difesa sono arrivati Maksimovic e Tonelli, a centrocampo sono stati aggiunti Giaccherini, Zielinski e Rog. L’erede di Higuain, invece, sarà Milik, uno che in pochi hanno sin qui considerato per l’effettivo valore che ha. Insomma, siamo di fronte ad una squadra davvero forte che sarà la rivale principale della Juventus nella corsa allo scudetto. Un calciomercato notevole, secondo solo a quello dei Campioni d’Italia.
Palermo 4,5 – E’ bene contenersi nel giudicare il calciomercato condotto dai siciliani perché siamo su livelli davvero modesti. Ma che le cose avrebbero preso una brutta piega lo si è capito con l’addio di Foschi. Sono arrivati tanti giovani, alcuni forse neppure buoni per la Serie B. Ci si appiglia all’esperienza di Gazzi, all’estro dello stagionato Diamanti, ai goal di Nestorovski, uno che in patria hanno paragonato ad Inzaghi ma che in Serie A deve ancora dimostrare tutto. Sembra buon prospetto Aleesami, mentre di Bruno Henrique si dice molto bene. Ma andavano presi, come minimo, un altro difensore centrale, un’altra mezzala ed una prima punta. Saltato pure Bergessio. Auguri a Ballardini.
Pescara 5,5 – Fare di meglio era difficile ma possibile. Va comunque apprezzato lo sforzo messo nel condurre un calciomercato all’altezza delle richieste di Oddo, uno che ama fare bel calcio. Ad ingrossare la rosa è arrivata una pletora di giovani, potenziali talenti: da Gyomber a Brugman, passando per Cristante e Manaj. Ma c’è anche l’esperienza, riscontrabile nei nomi di Pepe, Aquilani e, soprattutto, l’affidabile Bizzarri in porta. La salvezza è un obiettivo difficile da raggiungere ma i biancazzurri ce la possono fare.

Roma 6,5 – I soldi potevano essere spesi meglio. Convincono poco, ad esempio, gli investimenti fatti in difesa, Bruno Peres escluso. Juan Jesus non ha mai riscosso consensi all’Inter, non brillando né al centro della difesa e neppure sulla fascia. Vermaelen e Fazio sono due centrali di esperienza internazionale ma capaci di topiche clamorose. C’è da dire che per Mario Rui la sfortuna si è messa di mezzo, con un infortunio che ha tolto il ragazzo fuori dai giochi per i prossimi sei mesi. Ci si aspettava un colpo a centrocampo ma, dopo i vani inseguimenti a Borja Valero, la rosa è rimasta così com’era. In più, sulla mediana, ci sarà Paredes, che è chiamato a mantenere quanto di buono fatto vedere ad Empoli. Gerson è un’affascinante incognita ed è stato pagato parecchio. Alisson dovrebbe contendere un posto da titolare a Szczesny: si rischia di scontentare qualcuno.
Sampdoria 6 – Cosa buona e giusta è avere incassato circa 30 milioni di euro dalle cessioni di Soriano e Correa. E proprio centrocampo e attacco sono stati rinforzati molto bene. Il gioiellino è Praet, arrivato dall’Anderlecht, che da tempo è considerato uno dei migliori giovani d’Europa. A centrocampo Cigarini conferisce, finalmente, ordine, mentre Linetty è sin qui piaciuto. In avanti Budimir e Schick partono dalle retrovie ma potrebbero farsi largo. In difesa è arrivato il solo Pavlovic, oltre al cavallo di ritorno Regini. Ecco, qui ci sono delle mancanze evidenti, andava fatta qualcosa di più.
Sassuolo 6,5 – Solita gestione intelligente del mercato. Via Vrsaljko e Sansone, che hanno fruttato molti soldi, per l’attacco la scelta è ricaduta su due esterni giovani che vogliono dimostrare molto: Ragusa, il cui utilizzo contro il Pescara è costato però caro ai neroverdi, e Ricci, in prestito dalla Roma. Sulla destra fiducia al giovanissimo Lirola, scuola Juventus, cui spetta la pesante eredità del già citato Vrsaljko. In avanti è arrivato l’esperto Matri, un colpo che può dimostrarsi molto proficuo. Stuzzica parecchio Sensi, giovane regista che ha fatto molto bene in Serie B, al Cesena. Importantissimo, però, è stato trattenere Berardi, la cui volontà nel rimanere alla corte di Di Francesco è stata decisiva.

Torino 7 – Grandi applausi al calciomercato condotto dai granata, che si candidano ad un campionato di livello importante. Stuzzica l’attacco, dove gli innesti di Iago Falque e Ljajic, senza trascurare il giovane Boyè arrivato dal River, promettono scintille. Interessante sarà capire se Valdifiori tornerà a rendere come ai tempi di Empoli. La difesa è stata rivoluzionata. La cessione di Maksimovic per 25 milioni di euro ha l’aria del piccolo capolavoro di mercato. Dentro Rossettini, buon elemento, su Castan il punto interrogativo è di quelli grandi. De Silvestri, fortemente voluto da Mihajlovic, nelle prime due partite ha lasciato un segno pesante. Insomma, si respira un’aria molto buona, impreziosita dall’arrivo di Hart. Un rinforzo di livello internazionale, che ha scatenato gli entusiasmi dei tifosi granata: occhio, però, che non è immune da papere. Colpo da accogliere positivamente, senza dubbio, ma attenzione alle prestazioni.
Udinese 5,5 – Si poteva dare di più. Il mercato dei friulani è stato poco esaltante, all’insegna del risparmio. In difesa è arrivato il solo Samir, oltre al rientrante Angella: poco, per un reparto molto traballante lo scorso anno. A centrocampo c’è Kums, che dovrebbe garantire qualità e quantità, mentre Fofana pare destinato a fare bene. De Paul ha qualità ma ha bisogno di inquadrarsi per bene negli schemi tattici di Iachini. In avanti ecco gli acerbi Ewandro e Penaranda: giovani e alla prima esperienza in un campionato importante. Si prospettano tempi duri.