Calciomercato Milan – Dopo aver piazzato quattro colpi importanti per la prossima stagione, il Milan ieri ha incassato il ‘no’ di Donnarumma per il rinnovo fino al 2022. I tifosi rossoneri si sono scagliati contro il baby portiere classe ’99 e con il suo procuratore Mino Raiola, che nell’incontro andato in scena avuto a ‘Casa Milan’ ha comunicato a Fassone la decisione di non accettare la ricca proposta di rinnovo (5 milioni fino al 2022). Ora il Milan dovrà decidere se tenere Donnarumma in tribuna fino alla scadenza del contratto (30 giugno 2018), perdendolo poi a parametro zero, oppure se cederlo subito incassando qualche milione. La tentazione di trattenere il giocatore per ‘ripicca’ è forte nella testa del Milan ma, alla fine, il portiere classe ’99 dovrebbe lasciare Milano quest’estate.
Real Madrid, Psg e Juventus sono le squadre maggiormente interessate a ‘Gigio’. Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, i ‘Blancos’ sarebbero pronti ad offrire circa 15 milioni di euro al Milan, molto poco, giocando sulla scandenza del contratto e sulla parola di Raiola. Il PSG invece potrebbe mettere sul piatto quasi il doppio: 25/30 milioni più una contropartita tecnica. Diverso il discorso per la Juventus che vorrebbe assicurarsi Donnarumma a parametro zero nella prossima stagione.
Calciomercato Milan – Donnarumma, la ‘preferenza’ di Raiola e l’ipotesi asta

Calciomercato Milan – Dalla durata dell’incontro avuto ieri con il Milan, è chiaro che Mino Raiola avesse già le idee chiare su cosa rispondere alla proposta di rinnovo. Il noto procuratore sembra voglia portare Donnarumma al Real Madrid, che avrebbe offerto al giocatore un contratto da 6 milioni di euro più bonus. Non si tratterebbe solo di una questione di soldi, però, ma anche di prestigio.
Il Paris Saint-Germain, come vi abbiamo raccontato, offrirebbe di più al Milan e questo potrebbe costringere il Real Madrid ad alzare l’offerta con la possibilità che si crei un’asta milionaria che favorirebbe sicuramente i rossoneri che potrebbero sempre imputarsi qualora non venissero accontentati.