Anche uomini vicini alla Sacra corona unita nelle carte della Dda di Catanzaro sul calcioscommesse. Il riferimento all’organizzazione criminale pugliese è a pagina 1136 del decreto di fermo notificato ieri a 50 persone. Non si parla esplicitamente di Scu, ma di “uomini ben inseriti nei contesti della criminalità pugliese”. Sarebbe, infatti, nel capitolo relativo alla presunte combine della lombarda Pro Patria che si fa riferimento a tre soggetti di origine salentina, ora in carcere con le accuse, a vario titolo, di associazione per delinquere, frode sportiva, truffa, sequestro di persona, estorsione e detenzione di armi. La presenza di un presunto affiliato alla Scu si riferisce proprio agli ultimi tre reati. Si tratta del 32enne Marcello Solazzo, di San Pietro Vernotico (Brindisi), ritenuto insieme con il concittadino Raffaele Pietanza uomini di fiducia di uno dei vertici dell’associazione per delinquere accusata di pilotare le partite, Massimiliano Carluccio, socio occulto della Pro Patria. Tutti e tre i salentini sono pluripregiudicati per reati associativi, armi, droga, minacce ed estorsioni. Solazzo nel 2012 è stato arrestato in un blitz nei confronti di affiliati alla Scu. Dagli atti calabresi sul calcioscommesse emerge un episodio del 2 aprile scorso a Gatteo (Forlì-Cesena), in cui i tre, in concorso con altre due persone, avrebbero sequestrato uno scommettitore albanese dopo un pestaggio, per un presunto debito di 160mila euro. “Adesso sta andando in campagna – riferisce in una telefonata Carluccio a Mauro Ulizio, altro socio occulto della Pro Patria – ne ha prese, ma tante ne ha prese”.