Calcioscommesse, i casi shock di “Dirty Soccer”: l’allenatore che esultò alla sconfitta della sua squadra

Una serie di retroscena raccapriccianti per lo scandalo calcioscommesse dell'indagine Dirty Soccer che oggi ha coinvolto il mondo del calcio

Dopo la sconfitta, combinata a tavolino, l’allenatore di una squadra di calcio di serie D ha prima gioito per il risultato, quindi ha scaricato la responsabilità sui pochi giocatori che avevano giocato correttamente, provando a giustificare quelli che invece avevano compiuto svarioni in campo pur di perdere. E’ uno dei tanti episodi ricostruiti nell’inchiesta sul calcio scommesse e raccontato ai giornalisti dal procuratore di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi. Nell’inchiesta sono finite circa dieci mila intercettazioni, a conferma di un fenomeno particolarmente diffuso: “C’è una sistematicità da parte di determinati soggetti – ha spiegato Lombardo – con ruoli di vertice nelle società, come nel caso della Pro Patria, per la quale i dirigenti erano assolutamente disponibili a vendere i risultati della propria squadra”. In un caso, il dirigente di una società, sempre secondo quanto riferito da Lombardo, ha chiesto alla madre di prelevare tutti i soldi disponibili in banca per una scommessa su cui era stato raggiunto il pieno accordo.