In due interviste concesse a Gazzetta dello Sport e Repubblica, Roberto di Martino, Procuratore della Repubblica di Cremona ha precisato che: “Gattuso è uno delle centinaia di indagati dell’indagine. Mi è dispiaciuto molto sentire e vedere certe cose. La sua è una posizione collaterale, quasi marginale”. Sono le parole con cui il magistrato che coordina l’inchiesta sul Calcioscommesse chiarisce a che titolo l’ex centrocampista del Milan risulta coinvolto nell’indagine che martedì ha portato all’arresto di quattro persone. “Perché lo abbiamo indagato allora? Perché dovevamo. A me personalmente Gattuso sta anche molto simpatico, ho tifato per lui in Nazionale quando giocava. Ma avrei fatto onore al mio mestiere se avessi avuto per lui un trattamento diverso a quello di un qualsiasi altro cittadino? Gattuso è Campione del Mondo per la storia. Ma non può esserlo per la giustizia”. Di Martino specfica che iscrivere una persona nel registro degli indagati “è un atto a garanzia dell’indagato. E comunque ci sono delle risultanze, e delle coincidenze diciamo così, tali, da meritare un approfondimento. Non potevamo far finta di niente. In Italia esiste l’obbligatorietà dell’azione penale. Se troveremo qualcosa di interessante, verrà chiesto il rinvio a giudizio. Caso contrario, archivieremo. In un procedimento le posizioni non sono tutte uguali. Non abbiamo mica chiesto l’arresto di Gattuso. Qualcosa vorrà dire”.
Calcioscommesse, il procuratore di Cremona fa chiarezza sulla posizione di Rino Gattuso