Calcioscommesse, operazione “Dirty soccer”: “il presidente del Neapolis voleva vincere senza calciatori”

Sono coinvolte oltre 30 squadre e 120 persone, a vario titolo, nella nuova inchiesta relativa al Calcioscommesse, operazione “Dirty soccer”

“Il presidente Moxedano è conosciutissimo nell’ambiente, ma quest’anno voleva vincere senza giocatori – ha dichiarato il questore Giuseppe Racca durante la conferenza stampa di Catanzaro – lo dice lo stesso Iannazzo: questo vuole vincere con una squadra di babbi, ma a me deve dare i soldi’. Si parte dal campionato che il Neapolis deve vincere, e poi si arriva alle scommesse. Purtroppo in Italia si può scommettere anche sulla serie D, e c’è un sottobosco di sportivi, che sportivi non sono, che si conoscono tutti, e che sanno sempre a chi rivolgersi. Poi c’è stata una nuova combine per far vincere il Brindisi calcio: attraverso un calabrese, ex calciatore, che in qualche intercettazione ha evocato rapporti con la criminalità della sua regione, siamo arrivati a un livello più alto, a un’associazione che riceve finanziamenti da Serbia, Malta e anche Russia”.

“Si scambiano informazioni come se giocassero in borsa: hanno i capitali per alterare i risultati delle partite. Viene contestata anche la truffa, ai danni degli avversari, e anche di chi era allo stadio: chi ha il biglietto, può presentare denuncia. Alcuni si vendevano per pochi spiccioli, altri per 5000 euro. Da questo giocatore, Di Lauro, arriviamo al Pro Patria, dove ci sono due soggetti, Ulizio e Carluccio, due soci occulti, che stanno in società solo per aggiustare le partite, facilitati dal fatto che il figlio di Ulizio gioca nella squadra, è nello spogliatoio e ha gli agganci giusti. – riporta la ‘Gazzetta dello Sport’ – A un certo punto questo Ulizio passa al Monza, e comincia a proporre al proprietario inglese del club una serie di investimenti per autofinanziarsi: arrivano a giocare sul campionato cinese, sul tennis in Qatar, sul basket, risultati set per set, con informazioni per combine che arrivano dall’estero. Qualcuno ha provato ad aggiustare anche partite di serie B, ma non abbiamo trovato i contatti: saliva il prezzo, non bastavano più 50-60.000 euro ma ne servivano 100-150.000″.