Calcioscommesse, via al processo ma il pm Di Martino svela: “ci sono ancora combine”

Calcioscommesse, via al processo - La prima udienza si terrà oggi ma il pm Di Martino avverte: "le combine ci sono ancora"

Calcioscommesse, via al processo – Oggi a Cremona si terrà la prima udienza del processo sul calcioscommesse. L’inchiesta iniziata nel 2010 e portata avanti dal pm Di Martino è partita dopo la sfida di Lega Pro tra Cremonese-Paganese durante il quale diversi calciatori erano finiti in ospedale in stato confusionale a causa di un potente sonnifero che avevano ingerito inconsapevolmente.

Da lì si è arrivati a scoprire che c’erano delle infiltrazioni della criminalità slava e asiatica con scommesse illegali e corruzione dei giocatori che ha portato a oltre 100 indagati  e oltre 50 arresti per le combine.

Il processo però non verrà portato avanti dal pm Di Martino che nei prossimi giorni andrà in pensione. Intervistato dalla ‘Gazzetta dello Sport’, il procuratore dichiara: “Lasciare il lavoro a metà? Le inchieste non sono mai personali Certo, sul calcio ho speso tante energie e gran parte del tempo lavorativo, ma ora tocca a due giovani pm. E il fattore età è un vantaggio. Seguirò il tutto da spettatore, sperando che ci sia una finale“.

Di Martino invita i tifosi a seguire il processo:  “Sarebbe istruttivo– ha detto – ascoltare i silenzi, le amnesie, le giustificazioni fantasiose, i non ricordo e le varie scuse che di volta in volta i calciatori daranno nel dibattimento. Soprattutto per i tifosi, troppo spesso abbagliati da una fede e sempre pronti a difendere i loro beniamini anche quando le attività investigative dicono altro. Nonostante le confessioni, nonostante sia stato ampiamente dimostrato l’alterazione di numerose partite in tutte le Serie, sono in tanti a vivere con fastidio l’inchiesta che ha scoperchiato un mondo di malaffare e corruzioni“.

La prescrizione potrebbe però ‘salvare’ molte persone: “E’ possibile soprattutto per chi non è accusato del reato associativo – ha spiegato – E siccome hanno patteggiato quasi tutti quelli in questa posizione, gli altri faranno il tifo per tempi dilatati. Questo processo ha bisogno di udienze serrate e ravvicinate, non basta farne una al mese. Solo io ho messo in lista 150 testimoni e vale la pena sentirli. Ma il processo sarà lo stesso utile“.

Il calcio è molto autoreferenziale – ha proseguito Di Martino – Una inchiesta di questo tipo ha messo in difficoltà chi racconta ogni giorno un mondo perfetto, dove i giocatori, le squadre e i presidenti sono al di sopra di ogni sospetto. Non è così, purtroppo. Il calcio è diventato una industria di denaro. Le scommesse sono uno strumento facile da manipolare per la criminalità. I tifosi sono rimasti al calcio di una volta, ma di romantico c’è rimasto poco“.

Infine Di Martino svela poi che le combine non sono di certo terminate: “La criminalità mica ha paura degli arrestiAltrimenti non dovrebbe esserci più la mafia. Le istituzioni sportive? Un po’ mi hanno deluso, sono stati molto teneri. E poi ci sono alcuni istituti della giustizia sportiva, tipo l’omessa denuncia, che sono un invito all’omertà“.