Calhanoglu ha parlato ai microfoni della Bild della sua nuova esperienza milanista. L’approdo a Milano non è stato affatto semplice ed il suo momento non facile sembra continuare. Il turco ha infatti rivelato alcuni intoppi nell’inserimento al Milan, il tutto è iniziato nel momento dell’arrivo a Milano: “Appena arrivato a Milano mi hanno rubato gli scatoloni del trasloco che avevo lasciato in macchina – rivela Calhanoglu –. Non un momento facile, ma le cose facili le sanno affrontare tutti”. L’aspetto più complesso è quello della lingua: “Già ritrovare lo stato di forma dopo la lunga squalifica non era semplice. Per di più per me qui è tutto nuovo. Non ho un interprete a disposizione, fatico anche a capire le indicazioni che vengono date”. Il calciatore parla in tedesco con l’ex della Bundesliga Rodriguez, ma è in seria difficoltà.

Insomma un periodo complesso per Calhanoglu, il quale prosegue: “In carriera ho spesso giocato col 4-2-3-1 come trequartista. Qui come posizione sono scivolato un po’ più dietro e mi sono allontanato dalla porta. Non gioco spesso la palla verso la porta, come invece vorrei fare”. Anche la posizione è un problema dunque, ma non è finita, anche la 10 pesa eccome: “Non è facile arrivare al Milan ed indossare subito la maglia numero 10. Tante persone si aspettano qualcosa, sento addosso questa responsabilità. So che tutti gli occhi sono su di me”. Trasloco, lingua, ruolo lontano dalla porta, maglia numero 10, una fase di integrazione non facile. Insomma, un inizio complicato per il turco, la speranza del Milan è che si integri al più presto.